Un cambio di vita alla ricerca di nuove ispirazioni e una curiosità investigativa ai limiti della deformazione professionale. Sono questi i binari lungo i quali si muovono le vicende di Saverio Lamanna (Claudio Gioè), giornalista ed ex portavoce politico rientrato in Sicilia dopo essere stato licenziato per un errore sul lavoro. Màkari (regia di Michele Soavi), la nuova fiction di Rai 1 basata sui romanzi di Gaetano Savatteri, è il manifesto del giallo misto ad elementi di commedia e di romanticismo che, tuttavia, finiscono per prendere il sopravvento sulla dinamica investigativa, confinando il racconto poliziesco a mero elemento di contorno per dare brio a una narrazione altrimenti impalpabile.
La ripresa della figura dell’investigatore occasionale e improvvisato, di cui la Rai ha ampiamente fatto abuso (vedi Don Matteo o Un passo dal cielo), ritaglia il racconto poliziesco più come la ricerca curiosa del colpevole che come un’indagine poliziesca in senso stretto, facendo spesso prevalere la comprensione umana sulla necessità di assicurare i colpevoli alla giustizia. Il giallo sembra perdersi negli sprazzi di comicità macchiettistica offerti dall’amico d’infanzia di Saverio, Peppe Piccionello (interpretato da un Domenico Centamore che in coppia con Gioè dà prova del suo rodaggio come caratterista), per poi appiattirsi sulla storia d’amore tra Saverio e la giovane studentessa Suleima (Ester Pantano), i cui colori e tratti tipicamente mediterranei valorizzano ancor di più l’ambientazione “esotica” della Trinacria occidentale.


