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Home Cronaca

Operazione tra Toscana e Campania: confiscati beni per 750mila euro a un imprenditore vicino alla camorra (Video)

L'impresario casertano, considerato contiguo al clan dei Casalesi, si era reso promotore di un vasto giro d'affari criminali mettendo radici anche nel Lucchese. Scoperti appalti truccati nell'Asl Napoli 3 Sud

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
24 Maggio 2021
in Cronaca

La guardia di finanza ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca emesso dall’ufficio misure di prevenzione del Tribunale di Firenze nei confronti di un imprenditore casertano di 45 anni, considerato contiguo al clan dei Casalesi, residente a Lucca, al quale erano già stati posti sotto sequestro beni mobili, immobili e compagini societarie per un valore di circa 750mila euro. L’azione odierna dei Baschi verdi prende le mosse dalla più ampia operazione denominata “Ghost Tender” condotta a partire dal 2018 dal nucleo della polizia economico-finanziaria di Lucca, sotto lo stretto coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. Tale operazione aveva già portato a diversi sequestri e all’arresto di cinque persone tra la Toscana e la Campania oltre alla denuncia a piede libero di ulteriori responsabili, in quanto ritenuti appartenenti o fiancheggiatori della criminalità organizzata, in particolare della fazione capeggiata da Michele Zagaria. I rei, infatti, avevano messo su una vera e propria associazione a delinquere con base nel Casertano e ramificazioni nel Lucchese, la quale si era specializzata nell’illecita gestione degli appalti, nelle frodi riguardanti le pubbliche forniture e nel riciclaggio di denaro. 

Le indagini condotte dalle Fiamme gialle hanno permesso di individuare un articolato gruppo criminale che ruotava attorno alle figure di diversi imprenditori edili casertani e toscani i quali si erano avvalsi di diverse società compiacenti e di alcuni prestanome per aggiudicarsi decine di appalti da parte dell’Asl Napoli 3 Sud. In questo modo l’associazione a delinquere aveva intascato diversi milioni di euro in relazione a commesse per lavori di edilizia pubblica banditi con importi inferiori ai valori di soglia stabiliti. Il sodalizio camorristico aveva pertanto provveduto a stringere legami corruttivi con un importante dirigente della predetta Asl il quale non solo aveva assegnato gli appalti violando le norme di trasparenza, di correttezza e di imparzialità vigenti, ma aveva persino consentito al gruppo criminale di ricevere i pagamenti pur senza aver mai effettuato i lavori. In questo modo le imprese vicine agli imprenditori indagati risultavano aggiudicatarie degli appalti i quali venivano falsamente attestati come avvenuti ma nei fatti non eseguiti. I procedimenti penali a carico degli indiziati sono tutt’ora in fase di svolgimento e si apprestano al superamento dell’udienza preliminare.

Le indagini patrimoniali effettuate dalla guardia di finanza di Lucca e coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze hanno evidenziato l’estrema pericolosità dell’imprenditore casertano coinvolto nel giro d’affari criminale in quanto indiziato sia di aver commesso reati al fine di agevolare economicamente la camorra, permettendo la sua estensione anche in Toscana, sia di trarre ingenti guadagni personali in maniera delittuosa ai danni dell’economia legale. Le analisi incrociate condotte dai finanzieri hanno altresì appurato che tra il 2013 e il 2019 sussisteva un’enorme sproporzione tra il reddito dichiarato al fisco dall’imprenditore e l’ingente patrimonio realmente posseduto. In base a quanto emerso, il procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli e il sostituto procuratore della Dda Giulio Monferini hanno avanzato la richiesta di applicazione delle misure preventive personali e patrimoniali. Il Tribunale di Firenze, presieduto dal Pubblico ministero Raffaele D’Isa, ha così emesso il provvedimento sui beni riconducibili all’indagato già nel dicembre dello scorso anno.

Nei mesi a seguire, in sede di udienza collegiale, lo stesso Tribunale di Firenze, in qualità di giudice delle misure preventive, ha accolto le richieste formulate dai Pubblici ministeri disponendo la confisca di una parte dei beni mobili e immobili intestati all’imprenditore casertano, in particolare conti correnti bancari, libretti postali e un’autovettura. L’operazione “Ghost Tender” si inserisce a pieno titolo in una strategia ben più ampia, attuata dalla Procura del capoluogo toscano sotto la direzione del procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo finalizzata al contrasto degli illeciti posti in essere dalla criminalità organizzata e dalle associazioni mafiose in Toscana. L’azione compiuta testimonia anche l’impegno quotidiano della guardia di finanza a tutela delle attività legali, contrastando la corruzione e il malaffare in un periodo estremamente delicato per l’economia a causa della crisi post-pandemica.

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Tags: clan dei casalesiLuccatop
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