La confusione che si è scatenata in seguito all’ondata di Coronavirus ha portato ad un gran numero di notizie false, le tanto temute fake news che girano ininterrottamente su social media e internet. Questa volta il vortice delle falsità ha colpito un argomento di enorme importanza per la situazione attuale, il vaccino per il Covid-19. Sembra che in rete sia cominciata a girare la notizia, corredata ovviamente da una foto abilmente modificata (qui a sinistra), di un vaccino per combattere il Coronavirus scoperto da un istituto di ricerca israeliano, il Migal Research Institute. Lo scoop è chiaramente un falso: la foto non appartiene all’istituto ma è stata presa da un sito che propone foto in stock e, elemento fondamentale, non esiste ancora nessun vaccino. L’istituto aveva affermato a febbraio, tramite comunicato stampa, di essere al lavoro per sviluppare il vaccino e che, al momento, sono in possesso solo di un vaccino che agisce contro la bronchite infettiva, un ceppo di Coronavirus che colpisce il pollame.
Come riportato dal quotidiano milanese Il Corriere della Sera, nella sua rubrica economica, il virus del pollame sembra avere una forte somiglianza genetica con il Covid-19, un meccanismo simile di infezione, cosa che aumenta le possibilità di ottenere un vaccino in tempi forse più brevi rispetto alle previsioni. Su questi tempi ‘brevi’, tuttavia, bisogna fare chiarezza: perché un vaccino funzioni e possa effettivamente essere usato, è necessario un tempo lungo di ricerche e test, che potrebbe durare un anno, anche un anno e mezzo. Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, durante un meeting tenuto alla Casa Bianca, ha spiegato che un vaccino creato e testato in un anno non si può usare. La realtà dei fatti parla di un tempo di attesa che dovrebbe sfiorare il 2021, con previsioni che portano alla creazione del vaccino nella primavera/estate dell’anno prossimo.

