Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a sorpresa ha scritto al presidente del Consiglio dei Ministri Antonio Conte, al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e al capo della protezione civile nazionale Angelo Borrelli, per chiedere “un impegno straordinario delle forze dell’ordine e la presenza dell’esercito” sul territorio regionale.
La richiesta avanzata da De Luca ha una motivazione ben precisa. “Nonostante – si legge nella lettera – i numerosi provvedimenti adottati per finalità di prevenzione e contenimento del rischio di contagio da Covid-19, in diverse parti del territorio regionale continuano a registrarsi ancora assembramenti dei cittadini e trasgressioni alle prescrizioni che sono state imposte in sede nazionale e regionale”.
Quindi, per il presidente della Regione Campania, “le misure adottate, a tutta evidenza, non possono rivelarsi efficaci se non vengono garantiti capillari controlli e se non si irrogano le necessarie sanzioni nei confronti di comportamenti gravemente irresponsabili”.
“Per tali ragioni, – conclude De Luca – si chiede un impegno straordinario delle forze dell’ordine e la presenza dell’Esercito, quali misure ormai indispensabili in funzione della dissuasione degli assembramenti, della mobilità ingiustificata, di forme illegittime di ambulantato sul territorio”. Insomma, De Luca vuole l’esercito in strada e lo chiede, come al suo solito, in maniera decisa e convinta, per non compromettere, lo ha detto più volte, le condizioni di accoglienza e cura negli ospedali, derivanti da una diffusione incontrollata del Coronavirus.
In mattinata, il governatore aveva firmato l’ordinanza numero 13, in cui ha recepito le disposizioni dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, annunciato ieri sera dal premier Giuseppe Conte, recante “misure urgenti in materia contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, applicabili su tutto il territorio nazionale”.
In essa vengono esposti alcuni divieti che si aggiungono a quelli già emanati nelle ordinanze precedenti, ma vengono annunciate anche altre restrizioni che, in alcuni casi, sono state anticipate da provvedimenti regionali o comunali.