L’ultimo monitoraggio settimanale sull’andamento epidemiologico in Italia redatto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute rivela un dato incoraggiante: l’indice di contagio Rt è in discesa e si attesta a quota1,1, mentre la scorsa settimana era a quota 1,27. Sebbene si tratti di notizie incoraggianti, i tassi di occupazione e il numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sono in aumento, ma l’attuale impatto della malattia Covid-19 sui servizi ospedalieri è limitato.
Infatti, anche nell’ultima settimana nessuna Regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Per quanto riguarda le aree mediche, ossia i reparti non intensivi, il tasso di occupazione italiano sale al 6,2%.
Laboratorio analisi tamponi covid-19
A destare particolare preoccupazione è la regione Sicilia che ha sforato ampiamente la soglia del 15%, seguita dalla Calabria con 13,8%, dalla Sardegna (9,9%) e dalla Basilicata (9,6%). La Campania registra un tasso dell’8,5%, il Lazio del 7,9%, l’Umbria del 6,6% e la Toscana del6,1%. Le regioni con il più basso tasso di occupazione in area medica sono il Friuli Venezia Giulia con il 2% ed il Piemonte con 2,3%.
Infine, nel monitoraggio si legge a chiare lettere che la circolazione della variante Delta è ormai largamente diffusa non solo in Italia ma in gran parte de Paesi dell’Unione Europea .All’uopo l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute rilanciano un ulteriore monito “una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità“.
Gli esperti rinforzano dunque l’invito a insistere sulla vaccinazione completa della popolazione, ma non solo: “È opportuno – avvertono – realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale”.
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