Drastico giro di vite delle forze dell’ordine nell’ambito della lotta ai vari gruppi della criminalità organizzata attivi sul territorio di Napoli: nella giornata di oggi gli uomini della squadra mobile della polizia di Stato partenopea hanno tratto in arresto tredici persone riconosciute come esponenti del clan Notturno, sodalizio criminale storicamente egemone nell’ambito delle attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nei lotti abitativi T/A e T/B del quartiere periferico di Scampia, ubicati precisamente tra via Ghisleri, via Fratelli Cervi e via Bakù. L’articolato e lungo processo di indagini, portato avanti con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano, ha permesso di ricostruire con cura e dovizia di particolari gli equilibri di potere tra i vari affiliati e l’organigramma del gruppo camorristico, nonché di fare luce sulle attività quotidiane della piazza di spaccio gestita dal clan e sulle relazioni tra la famiglia Notturno, legata da stretti legami agli Abete, e gli altri sodalizi criminali operanti nella periferia di Napoli.
Le attività investigative della Dda erano partite a seguito di un fatto di sangue avvenuto tre anni fa: il 18 settembre 2017, infatti, Nicola Notturno era stato ucciso nel corso di un agguato di camorra. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha disposto la detenzione in carcere per otto dei tredici indagati posti in stato di fermo, mentre i restanti cinque attenderanno di comparire a processo agli arresti domiciliari. Gli arrestati per cui il gip ha ritenuto necessaria di dover applicare la misura cautelare in carcere sono Carmine Iannotti, Luigi Ruffo, Carmine Ruffo, Giovanni Raia, Costantino Raia, Patrizio Raia, Umberto Raia e Mario Pesce. Al regime degli arresti domiciliari, invece, sono finiti Vincenzo Russo, Antonio Cuccurullo, Salvatore Moscariello, Roberto Di Salvatore e Francesco De Matteo.

