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Home Cronaca

Matrimonio a Chiaia e foto sul lungomare con amici, denunciati

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
20 Marzo 2020
in Cronaca
avvocato

Le inottemperanze al decreto governativo emanato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 9 marzo scorso, le cui norme sono poi state ulteriormente ristrette qualche giorno dopo, non smettono di lasciare senza parole. Che si tratti di irresponsabilità, di noncuranza o di non avere rispetto per la salute propria e altrui, poco importa: tutti questi atteggiamenti potrebbero sfociare, e il recentissimo passato ce lo conferma, in una pericolosa ondata di contagi di Covid-19. Molti Comuni campani sono stati oggetto di una quarantena che ha coinvolto l’intero territorio comunale a causa di comportamenti scellerati di una parte della popolazione che, seppur esigua, ha causato danni ingenti, e a volte fatali, a città intere. Napoli, con il suo microcosmo di persone, qualità e filosofie di vita, non è esente da episodi del genere, con la notizia odierna di un matrimonio che si stava celebrando nella suggestiva via Chiaia.

Il Coronavirus e l’emergenza scoppiata improvvisamente in Italia avevano portato alla decisione, in via precauzionale, di non far celebrare neanche le cerimonie civili e religiose. In particolar modo, quindi, matrimoni e riti funebri erano (e sono ancora oggi, fino a data da destinarsi) da considerare off limits, in quanto celebrazioni che richiamano un gran numero di persone e assembramenti pericolosi. Questa mattina, gli agenti del commissariato San Ferdinando, allertati dalla centrale operativa, hanno ricevuto la segnalazione di un matrimonio che si stava celebrando a via Chiaia. Gli agenti di polizia, arrivati in via Partenope, all’angolo con Piazza Vittoria, hanno notato gli sposi mentre erano con altre due persone, intenti a scattare foto per immortalare il lieto evento. I due neosposini, insieme alle altre due persone, sono stati denunciati per inottemperanza alle prescrizioni del Dpcm del 9 marzo 2020.

Non è la prima volta che l’infezione da Covid-19 e la celebrazione (o mancata tale) di un matrimonio vengono a scontrarsi. Verso la fine del mese di febbraio, quando il Coronavirus stava cominciando a muovere i suoi primi e infetti passi sul suolo campano, due coppie di ‘promessi sposi’ si sono visti costretti a rimandare il lieto evento a causa della quarantena a cui erano stati costretti. A Torre Annunziata, invece, appena la settimana scorsa, un parroco e il titolare di un’agenzia di pompe funebri sono stati denunciati dai carabinieri del comando provinciale di Napoli per aver svolto regolarmente il funerale di un fedele scomparso qualche giorno prima.

 

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