L‘Herpes Zoster, anche noto comunemente come “fuoco di Sant’Antonio“, colpisce circa una persona su tre ed il rischio aumenta con l’avanzare dell’età. Esso non è altro che conseguenza della riattivazione del virus della varicella, per cui chiunque abbia contratto tale virus anche in età infantile rischia di sviluppare questa fastidiosa e dolorosa patologia. Lo stesso nome comune “Fuoco di Sant’Antonio” è descrittivo del dolore cui si va incontro.
Herpes Zoster
Come si manifesta? Come eruzione cutanea nello specifico vescicole che con il passare dei giorni vanno in contro a rottura lasciando tal volta cicatrici.
La sensazione provata è un alternarsi di prurito e dolore intenso e la zona del corpo interessata può variare da persona a persona, andando da torace e addome, le zone più comunemente colpite, a occhi e viso, meno comuni e più dolorosi.
Herpes Zoster
La sintomatologia può persistere anche per settimane e la terapia farmacologica è indispensabile, inoltre spesso le nevralgie post erpetiche si protraggono anche per anni dopo l’esordio.
Ad oggi esistono ben due tipologie di vaccino: un vaccino vivo attenuato ed un nuovo vaccino ricombinante adiuvato. Il primo riduce il rischio di circa il 50%, mentre il secondo ha un’efficacia del 97%. Per ciò che concerne il nuovo vaccino, di recente scoperta, sono previste ben due dosi effettuate a distanza di un massimo di 6 mesi. Il vaccino è ancor più consigliato per coloro i quali hanno già avuto episodi di Herpes Zoster. I destinatari sono persone sane tra i 65 e i 79 anni che vogliono ridurre il rischio di sviluppare la patologia e persone gravemente immunocompromesse o che sono prossime a ricevere una terapia immunosoppressiva. Gli effetti collaterali sono ormai quelli conosciuti post vaccino ovvero dolore, rossore o gonfiore al sito di iniezione, mal di testa, febbre, affaticamento.
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