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Home Spettacoli Cinema

A Casa Morra c’è “L’occhio anarchico del cinema”

Diego Del Pozzo di Diego Del Pozzo
19 Febbraio 2020
in Cinema, Spettacoli

S’intitola L’occhio anarchico del cinema la preziosa rassegna cinematografica che inizia oggi pomeriggio a Napoli (alle 18,30, con ingresso libero fino a esaurimento posti) presso gli Archivi Mario Franco di Casa Morra (in salita San Raffaele 20/c, a poche centinaia di metri dalla fermata Materdei della metropolitana Linea 1) e andrà avanti ogni mercoledì e giovedì fino al 26 marzo.

Curato dallo stesso Mario Franco, con la perizia cinéphile che ne ha sempre caratterizzato la carriera di storico del cinema e operatore culturale, il ciclo di film assume come proprio manifesto ideale e ideologico una celebre frase di un maestro realmente anarchico come Luis Buñuel, il grande regista ispano-franco-messicano che parlava dei possibili effetti del cinema da lui amato utilizzando questa frase di enorme suggestione: “Basterebbe che la bianca palpebra dello schermo potesse riflettere la luce che le è propria per far saltare l’universo“. E i film selezionati da Franco, in effetti, si rifanno proprio a questa idea di cinema di derivazione anarco-libertaria, che non ha come suo fine primario quello di intrattenere o distrarre gli spettatori, ma piuttosto di provocarli, sottraendoli alle loro abitudini e ai loro pregiudizi, in modo da smascherarne il moralismo ipocrita e mettere alla berlina, spesso attraverso il ricorso a un’ironia feroce, le miserie piccolo-borghesi del contesto sociale circostante.

L’apertura di oggi pomeriggio è affidata a tre film brevi inseriti nel panorama delle avanguardie storiche d’inizio Novecento, perfetti come introduzione all’intera kermesse: L’étoile de mer di Man Ray (1928), ispirato alla poesia surrealista di Desnos; il fondamentale Un chien andalou di Buñuel (1929), col più famoso taglio della palpebra della storia del cinema (nella foto); e À propos de Nice di Jean Vigo (1930), opera prima di un autore entrato nelle enciclopedie pur essendo morto a soli 29 anni. Proprio di Vigo, considerato uno tra i maestri assoluti della settima arte più poetica e personale, sarà proposta nelle settimane successive l’intera breve ma densissima e decisiva filmografia, composta, oltre che dall’esordio anche da La Natation par Jean Taris (1931) e dai due capolavori Zéro de conduit (1933) e L’Atalante (1934). Un altro doveroso omaggio inserito in programma è quello allo stesso Buñuel, del quale saranno proiettati anche il documentario proibito sotto la dittatura franchista Las Hurdes (1932) e Quell’oscuro oggetto del desiderio (1977), corrosivo e onirico ultimo film del grande regista, previsto per il secondo appuntamento di domani, giovedì 20 febbraio.

Gli altri film in cartellone sono Sacco e Vanzetti (1970) di Giuliano Montaldo il 5 marzo (premiato a Cannes per i protagonisti Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla e per la celebre ballad di Joan Baez Here’s to you), Ken Park (2002) di Larry Clark il 12, La montagna sacra (1973) di Alejandro Jodorowsky il 19, Bande à part (1964) di Jean-Luc Godard con la sua musa Anna Karina il 25 e, in conclusione di rassegna, Boxcar Bertha (1972) di Martin Scorsese. Insomma, i cinefili avranno certamente pane per i loro denti.

 

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