Nella giornata odierna i carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Napoli, nell’ambito delle operazioni svolte sul territorio di Afragola mirate al contrasto dello sversamento illecito di rifiuti, hanno denunciato un noto imprenditore edile residente a Casoria.
Le indagini dei carabinieri della forestale sono partite grazie alle rilevazioni effettuate sul territorio afragolese dai sistemi di videosorveglianza dislocati in tutta l’area. Le telecamere hanno così rivelato una serie di reati ambientali compiuti all’altezza di via Lampedusa, nei pressi della masseria Antonio Esposito Ferraioli, bene confiscato alla camorra e gestito da un gruppo di giovani della zona impegnati in un importante progetto di riqualificazione agricola dell’area e di riappropriazione e gestione collettiva degli spazi. Stando alle ricostruzioni dell’accaduto, l’imprenditore quarantanovenne, titolare di una ditta di costruzioni edili, avrebbe commissionato a due dei suoi operai lo smaltimento illecito dei rifiuti prodotti dall’azienda con l’ausilio di un autocarro. Accorsi sul luogo del reato, i militari della forestale hanno rinvenuto diverso materiale edile sversato lungo il ciglio della strada, tra cui 5 rotoli di guaina bituminosa, estremamente pericolosa per l’ambiente, 18 sacchi contenenti rifiuti speciali altamente inquinanti derivati dalle operazioni di costruzione e demolizione e 5 grossi cavi utilizzati per la manutenzione degli impianti di condizionamento.

