Il Parco Archeologico di Pompei è uno dei siti archeologici più visitati del mondo, vero orgoglio del nostro Paese: solo nel 2019, prima dell’inizio della pandemia da Coronavirus ha contato quasi 4 milioni di ingressi. Tutto questo lo si deve alle sue meravigliose testimonianze che ci raccontano di una antica civiltà che continuamente ci rivela nuove sorprese. La Direzione del Parco ha annunciato oggi che a breve inizieranno i lavori di messa in sicurezza dell’Insula Occidentalis, che nell’arco di un anno potrebbero rendere nuovamente visitabili le ville urbane di Marco Fabio Rufo e di Maio Castricio oltre che della Casa del Bracciale d’Oro e della Biblioteca. Queste bellezze dominano il Golfo di Napoli e il suo spettacolare panorama, ma fino ad oggi purtroppo non erano accessibili in quanto utilizzate come sede proprio dei laboratori di restauro del Parco.
L’intervento prevede l’installazione e il montaggio di una gru alta 54 metri e al termine consentirà di restituire ai visitatori la bellezza e la raffinatezza dei complessi abitativi che si estendono per quasi 6.000 metri quadrati, lì dove il legame tra Pompei e il territorio circostante, tra Pompei e il “suo” mare, prende forma e significato. Il grandioso complesso delle ville urbane dell’Insula Occidentalis è situato ai margini della città antica, non distante dal Foro. Quattro terrazze panoramiche, digradanti scenograficamente verso il mare, offrono al visitatore un’emblematica testimonianza del gusto romano di vivere in fastose ed eleganti dimore dove il paesaggio costituisce uno degli elementi predominanti della stessa composizione architettonica.

