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Home Cultura

All’Università “Vanvitelli” nasce il super computer V:HPCCRI

Il super cervellone sarà presentato all'Ateneo e al mondo della ricerca mercoledì 30 settembre alle 10.30, presso il Dipartimento di Ingegneria ad Aversa

Raffaella Papaccioli di Raffaella Papaccioli
28 Settembre 2020
in Cultura, Tecnologia

L’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” è pronta a inaugurare una delle attrezzature più all’avanguardia del Sud Italia. Mercoledì 30 settembre, alle 10.30, presso il Dipartimento di Ingegneria ad Aversa, presenterà all’Ateneo e al mondo della ricerca V:HPCCRI, un super computer capace di elaborare un numero incredibile di dati per applicarli all’informatica, alle Smart Cities, all’ambiente, all’economia, alla chimica, all’ingegneria, alla fisica. V:HPCCRI è un’infrastruttura di calcolo ad elevate prestazioni dedicato ad offrire, seguendo il paradigma del Cloud Computing, servizi di calcolo estremamente performanti, per i ricercatori del Dipartimento, dell’Ateneo e della rete delle Strutture di Ricerca Italiane afferenti al Garr, la rete nazionale a banda ultralarga dedicata alla comunità dell’istruzione e della ricerca.

“L’acquisto di questa grande attrezzatura di Ateneo – spiega il Rettore della Vanvitelli, Giuseppe Paolisso – rientra nel nostro progetto V:ALERE, uno strumento di valorizzazione e promozione delle attività di ricerca, su cui l’Ateneo, a partire dal 2017, investe risorse crescenti. Obiettivo di V:ALERE sono le idee e i giovani: stimolare le giovani menti a credere nelle proprie capacità e nel valore della Ricerca, ma anche consentire in prospettiva un salto di qualità dell’Ateneo. Un’infrastruttura come questa di cui si è dotato il Dipartimento di Ingegneria darà la possibilità a tanti ricercatori di effettuare studi e ricerche di altissimo livello in numerosi campi diversi”.

V:HPCCRI, il super computer dell’Università “Vanvitelli”

Il lavoro di questo super cervellone consiste, infatti, nel raccogliere ed elaborare enormi moli di dati, i cosiddetti Big Data, eventualmente anche da fonti differenti. A partire da questi “megadati” saranno effettuate ricerche mirate non solo allo studio della stessa Intelligenza Artificiale, ma anche alle applicazioni per le Smart Cities, a quelle per migliorare la qualità dell’ambiente, all’analisi economica e dei social media. V:HPCCRI sarà impiegato anche in altri campi, dalla genomica alla genetica medica e all’oncologia, dal monitoraggio e analisi di dati da reti elettriche, idriche, di telecomunicazioni fino agli ambiti più tradizionali quali la Fisica, la Chimica, la Meteorologia, lo studio del Clima, l’Astronomia e l’Astrofisica, la Fusione Nucleare, il Calcolo Numerico, i Calcoli strutturali.

A tal proposito è intervenuto anche il direttore del dipartimento Furio Cascetta: “La ricerca oggi, in tutti i campi, dipende sempre di più dalla possibilità di raccogliere, gestire ed elaborare un gran numero di dati (BigData Analytics).L’obiettivo di V:HPCCRI è dotare il Dipartimento di Ingegneria e l’ Università della Campania di un’infrastruttura di calcolo a elevate prestazioni (High Performance Computing), in grado di offrire servizi di calcolo orientati alla ricerca, offrendo una infrastruttura di Ricerca dedicata, ma che possa comunque essere condivisa con altre comunità accademiche e scientifiche, mantenendo la possibilità di definire liberamente le proprie politiche di gestione dei dati e rimanendo proprietari dei dati raccolti”.

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