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Home Politica

Oliviero “in” Graziano “out”, l’esito delle elezioni regionali quanto peserà ad Aversa sull’amministrazione Golia?

Per la consigliera comunale Eugenia D'Angelo i risultati in città del Pd non sono soddisfacenti e chiede un cambio di passo netto. Il segretario cittadino Francesco Gatto rilancia con una maggiore condivisione sui temi

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
28 Settembre 2020
in Politica
Oliviero

A sinistra Gennaro Oliviero e Stefano Graziano uno accanto all'altro durante la cerimonia in ricordo di Aldo Moro alla stazione di Aversa

Quali ripercussioni avrà sull’amministrazione comunale di Aversa l’esito del voto delle regionali? È la domanda che circola nella città normanna dopo lo spoglio di lunedì scorso, con la sorpresa nei Democrat della mancata riconferma in consiglio regionale di Stefano Graziano e, al contrario, l’affermazione di Gennaro Oliviero. Avversari all’interno dello stesso partito, le divisioni fra Graziano e Oliviero sono plasticamente riportate nel consiglio comunale di Aversa, con i componenti Pd (Paolo Santulli, Eugenia D’Angelo e Francesco Forleo) del cosiddetto gruppo dei “dissidenti” che hanno apertamente sostenuto il rieletto consigliere di Sessa Aurunca. Una contrapposizione con la maggioranza del partito aversano (e quindi con il sindaco Alfonso Golia) che ha appoggiato Graziano e che si trascina da mesi, almeno da quando il primo cittadino ha defenestrato l’ex assessore al bilancio Nico Carpentiero, inserendo nella giunta al suo posto Francesca Sagliocco. La vittoria di Oliviero e la contemporanea sconfitta di Graziano rischiano di acuire ancor di più le tensioni nella maggioranza che sostiene Golia, tensioni che avevano già raggiunto l’apice durante l’ultimo consiglio comunale, quando i “dissidenti” (compreso il presidente del civico consesso Carmine Palmiero) si astennero nel votare il bilancio di previsione.

Non avendo la sfera di cristallo per prevedere il futuro, cerchiamo di capire da alcuni dei protagonisti quale sarà l’evolversi della vicenda. Contattato per un commento sui motivi della mancata rielezione e sulle conseguenze che tale esito potrebbe avere sull’amministrazione a guida Golia, Stefano Graziano ha preferito chiudersi nel classico no comment. “Per ora non intendo parlare, lo farò nei prossimi giorni. Sto ancora riflettendo sulle cose da dire”, ha affermato, chiaramente amareggiato, l’ex presidente della commissione Sanità della Regione Campania.    

Un momento del consiglio comunale di Aversa

Chi invece parla è Eugenia D’Angelo, “dissidente” che punta ora il dito non solo sull’amministrazione a guida Golia, ma anche e soprattutto sulla gestione del circolo aversano del Pd. Confrontando le percentuali del Partito democratico delle ultime regionali con quelle del 2015, D’Angelo valuta “i risultati elettorali non soddisfacenti. Le ragioni vanno ricondotte – spiega – a due fattori. Il primo riguarda la gestione del circolo di Aversa del Partito democratico. Una gestione familistico-amicale manchevole di qualsiasi visione e progetto politico per la città e per lo stesso partito, che è privo finanche degli organismi dirigenti; gestione continuamente e arrogantemente autoreferenziale, incapace di includere e di valorizzare le differenze. Non è più procrastinabile, un profondo rinnovamento degli organismi dirigenti del Partito democratico di Aversa”, sentenzia senza giri di parole D’Angelo.

“Il secondo – prosegue la consigliera comunale del Pd – riguarda, invece, la qualità dell’amministrazione della città. Il nostro non brillante risultato elettorale è anche un giudizio sulla incapacità della nostra maggioranza di dare attuazione a quello che è stato il programma elettorale e di rendere visibile quel cambiamento incarnato nel 2019 dal sindaco Golia. A partire dal rinnovamento profondo della dirigenza ed efficiente organizzazione del personale; dall’operazione trasparenza sui conti; dal Puc e dal rispetto del principio “consumo suolo zero”; solo per citare alcuni dei punti sui quali riteniamo che questa maggioranza possa fare di più. E tralasciamo il famoso passaggio di cantiere Senesi/Tekra, annunciato in pompa magna e ancora oggi solo sulla carta, e stendiamo un velo pietoso sui lavori per il mercato ortofrutticolo. Qualcuno ha pensato di sovrapporre le frizioni nate dalla diversa interpretazione del ruolo amministrativo e politico di questa maggioranza con le elezioni regionali e i diversi candidati sostenuti. Si tratta di pura miopia politica. Abbiamo ancora la possibilità di dare una svolta – conclude, aprendo uno spiraglio D’Angelo – nell’interesse della città, ma occorre che ci sia una chiara volontà politica di confronto e di dialogo”.

Chiamato indirettamente in causa, il segretario cittadino del Pd Francesco Gatto ribatte e rilancia. “Va evidenziato un punto – esordisce Gatto -. Nonostante la presenza di quattro candidati aversani, il Pd risulta essere il partito più votato in città. Per quanto mi riguarda sono più che soddisfatto. Faccio poi gli auguri a Gennaro Oliviero, l’unico eletto del Pd in provincia di Caserta. Mi auguro, anzi ne sono sicuro, che sia un valente interprete delle istanze della città di Aversa, sotto il profilo politico e amministrativo. Rimane il rammarico della mancata elezione di Stefano Graziano, con 18mila preferenze ottenute. A causa della legge elettorale il Pd, nonostante 67mila voti di lista in provincia di Caserta, potrà contare sulla metà dei rappresentati nel parlamento regionale rispetto a cinque anni fa. Questo deve rammaricare anche i più grandi sostenitori di Oliviero. Chi si rallegra di questo risultato monco non ha cuore il bene del partito. Dopodiché, la campagna elettorale è finita e bisogna pensare alla città. Chiaramente ci sarà una discussione all’interno del partito seria e cristallina, un’analisi del voto che parta da un dato: un territorio poco rappresentato in Regione Campania, nonostante lo strabiliante risultato raggiunto“.  

Di rischi per l’amministrazione comunale targata Golia, Gatto non ne vede. “Non credo che ci siano rischi. Nel Pd siamo abituati alla dialettica, anche più aspra. Il ragionamento al nostro interno è la linfa vitale del partito. Anche nello scontro bisogna trovare una sintesi migliorativa, mantenendo al centro del dibattito la città di Aversa e le tematiche di interesse pubblico. Certamente c’è bisogno di scelte condivise a 360 gradi e di soluzioni più collegiali. Non c’è dubbio che vanno ascoltati tutti e fatta una sintesi delle varie sensibilità per la soluzione delle problematiche. Dobbiamo sederci intorno a un tavolo un unico obiettivo: il miglioramento della vivibilità di Aversa. Non ha senso riportare nella discussione la campagna elettorale, non è questo il tema e soprattutto non è questo quanto i cittadini si aspettano da noi. Il tema è una maggiore condivisione e io sono per scegliere qualsiasi strada utile affinché ci sia un miglioramento della vita in città”, conclude il segretario cittadino del Pd.  

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Tags: elezioni regionali
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