“Avrei preferito la presenza di una lista avversaria, non è facile raggiungere il quorum”, che resta l’unico avversario di Carlo Montefusco, 37 anni, sindaco di Roccamonfina in cerca di una conferma. Nel piccolo comune che sorge all’interno del cratere di un antico vulcano, il primo cittadino si ripresenta il 20 e 21 settembre al giudizio degli elettori con la civica La primavera roccana: una lista, un candidato sindaco. Caso eccezionale in provincia di Caserta e raro in Campania, replicato nel Nolano, a San Gennaro Vesuviano, dove il quorum sarà l’unico “contendente” anche di Antonio Russo, sostenuto da una lista che sembra il titolo di un film: Obiettivo San Gennaro. Russo, sindaco molto discusso, la cui ultima amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche, trova la strada (quasi) spianata dalla mancata partecipazione, all’ultimo istante, di Pd e Movimento 5 Stelle.
Tornando a Roccamonfina, Montefusco spiega i motivi che potrebbero tenere lontano i roccani dalle urne. “Ho apprezzato i tanti commenti positivi rivolti alla mia persona e al lavoro dell’amministrazione comunale che guido, ma la vittoria non è scontata. Ci sono circa 1.000 residenti all’estero che difficilmente rientreranno per votare, gli anziani sono spaventati dal virus, anche se verranno rispettate tutte le norme sulla sicurezza ai seggi, l’antipolitica è presente anche a Roccamonfina e c’è una parte politica che io chiamo il partito del commissariamento bis. Prima di questi cinque anni di governo cittadino, il Comune è stato commissariato e qualcuno punta al ritorno del commissario prefettizio, cercando di non far raggiungere il quorum del 50% più uno. La certezza matematica, quindi, non c’è. Nel 2015, con 40 candidati al consiglio comunale e tre liste, sono andate a votare 2.500 persone. Io, da solo, devo raggiungere circa 2.000 elettori”.


