È partito da questa mattina e durerà fino a domani sera, lo screening di massa sull’intera popolazione di Arzano. È quanto riferito in una nota diramata dall’Asl Napoli Nord 2, in cui si legge che, da questa domenica, dalle ore 8 fino alle 20, così come nella giornata di domani, gli abitanti della zona rossa nell’area settentrionale di Napoli possono recarsi in quattro scuole della città, sedi abituali di seggi elettorali, per effettuare test e tamponi. Al lavoro ben 250 operatori, grazie alla coordinazione tra l’Asl e l’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, con il supporto della protezione civile. Per evitare assembramenti, nella giornata di oggi possono presentarsi tutti i cittadini con il cognome dalla A alla M, mentre lunedì i restanti, dalla N alla Z, con la possibilità di recarsi presso la sede del proprio seggio elettorale.

La città di Arzano, dopo il boom di contagi registrati nelle ultime settimane, è stata dichiarata zona rossa dal 15 ottobre scorso. Scuole e attività commerciali chiuse, eventi pubblici sospesi, divieto di ogni forma di assembramento in luoghi pubblici: è quanto si legge nell’ordinanza: “La città di Arzano risulta essere il Comune con la maggiore percentuale di positivi di tutto il territorio di competenza della Asl Napoli 2 Nord, così come da comunicazione del direttore generale dell’8 ottobre scorso, in tale numero da aver determinato la presenza di focolai in più zone della città e per i quali lo stesso direttore generale ha invitato questa Commissione straordinaria a mettere in campo ogni azione utile al capillare controllo del rispetto delle norme anti-contagio, in quanto mezzo necessario e indispensabile a prevenire il diffondersi dello stesso“. Una decisione che aveva portato alla protesta di commercianti e cittadini, che avevano bloccato la rotonda di Arzano, un’importante arteria per l’accesso nella città a nord di Napoli. Tra i timori degli abitanti, quello secondo cui questo provvedimento potrebbe affossarli definitivamente dal punto di vista economico. A ribellarsi, in maniera pacifica, erano stati in particolare gli esercenti, già ridotti alla fame dal lockdown dello scorso mese di marzo.

