Il Ministero della Salute ha inviato alle Regioni la circolare ministeriale all’interno della quale si raccomanda la somministrazione del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca per le persone di età superiore ai sessant’anni, fermo restando che il vaccino può essere somministrato a partire dai pazienti maggiori di diciott’anni. La decisione è arrivata dopo una lunga consultazione avvenuta con tutti gli organismi sanitari di controllo preposti, in particolare con il Comitato tecnico-scientifico, l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in seguito all’attenta valutazione scientifica del vaccino sul rapporto rischi/benefici condotta dall’Agenzia europea del farmaco (Ema).
Sarà dunque preferibile somministrare il vaccino agli over sessanta tenendo conto, in ogni caso, del rischio molto basso di reazioni avverse di tipo tromboembolico, specialmente se rapportate all’elevato indice di mortalità da Covid-19. Chi ha già ricevuto la prima dose di Vaxzevria, sempre secondo quanto disposto dalla circolare del ministero, dovrà completare l’immunizzazione con una seconda iniezione dello stesso vaccino. Secondo l’Aifa, inoltre, per i vaccini a mRna non sono stati identificati analoghi segnali di rischio legati al possibile verificarsi di reazioni di trombosi. Il presidente dell’Agenzia del farmaco Giorgio Palù ha infatti rimarcato come la review eseguita su 79 casi di trombosi non ha dimostrato alcun nesso causale con l’inoculazione della seconda dose del vaccino prodotto da AstraZeneca, per cui non sussisterebbe alcuna controindicazione.


