In seguito alla scoperta di alcuni tamponi risultati falsi positivi all’ospedale Moscati di Avellino, la procura del capoluogo irpino ha aperto un’indagine al fine di capire i motivi che hanno portato all’errore di analisi e di valutazione sui tamponi. Gli accertamenti effettuati dal nosocomio avellinese avevano rivelato che ben otto tra i medici e gli infermieri che lavorano nei reparti del Moscati erano risultati positivi al Covid-19. Le successive analisi svolte dall’ospedale Cotugno di Napoli, hanno invece rilevato la negatività di sette tamponi, ad accezione di quello effettuato a un medico risultato essere positivo al gene N, l’ultimo a essere sequenziato e considerato uno dei geni bersaglio del Coronavirus. L’Asl di Avellino ha così condotto un controllo interno rivelando che l’errore è stato dovuto in realtà al malfunzionamento delle apparecchiature utilizzate dai laboratori del Moscati per analizzare i tamponi. In merito alla vicenda tuttavia è subentrata anche la procura di Avellino, che ha avviato “un’indagine acquisitoria” nell’ospedale.
Nella giornata di lunedì, infatti, le forze dell’ordine hanno svolto un sopralluogo nel nosocomio avellinese. Durante l’operazione i militari hanno acquisito le cartelle cliniche, diversi documenti e il responso delle analisi effettuate sui tamponi. Gli ispettori sanitari che hanno gestito le operazioni hanno inoltre controllato le apparecchiature di laboratorio accertandosi del loro corretto funzionamento e del regolare svolgimento della manutenzione e delle revisioni. L’obiettivo delle indagini e delle perquisizioni svolte dalla procura è appunto quello di capire le reali motivazioni del malfunzionamento che ha generato un numero così alto di falsi positivi.

