Gravi violazioni in materia di tutela ambientale sono state accertate nel centro urbano di Aversa, dove l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Forestale di Marcianise ha portato all’arresto in flagranza del titolare di un’autofficina, un trentasettenne del posto, e al sequestro dell’intera attività commerciale.
L’ispezione, scattata a seguito di una segnalazione pervenuta agli organi inquirenti, ha permesso di cogliere il meccanico mentre eseguiva operazioni di saldatura tramite cannello ed apparato ossiacetilenico in totale assenza delle prescritte autorizzazioni per le emissioni in atmosfera. L’analisi approfondita dei locali ha subito fatto emergere una condotta irregolare nella gestione del materiale di scarto: nel perimetro operativo sono stati rinvenuti imballaggi e stracci impregnati d’olio, assieme ad altri scarti tipici delle riparazioni meccatroniche.
La situazione si è rivelata ancora più grave nella sezione posteriore della struttura. Varcata una porta metallica, i militari si sono trovati di fronte a un vano letteralmente sommerso da rifiuti speciali, sia pericolosi che non: pile al piombo dismesse, ingenti quantitativi di pneumatici usurati, flaconi di plastica colmi di olio esausto e sostanze tossiche stoccate senza alcun criterio, tali da precludere quasi del tutto l’accesso al locale. Inoltre, le verifiche sui condotti di scarico hanno evidenziato la presenza di depositi oleosi sia nel lavello di lavorazione che nel pozzetto di decantazione collegato direttamente ai servizi igienici, segno di uno sversamento illecito delle acque di lavaggio dei pezzi meccanici.
Al momento della verifica formale, il trentasettenne non è stato in grado di esibire la necessaria documentazione contabile e amministrativa — tra cui l’iscrizione al RENTRI, i registri di carico e scarico, i formulari di identificazione e i titoli autorizzativi per gli scarichi industriali — potendo esibire unicamente un contratto per lo smaltimento con scadenza nel 2027. Le contestazioni mosse dagli investigatori spaziano dallo stoccaggio non autorizzato e miscelazione di rifiuti pericolosi, alle emissioni non autorizzate, fino allo scarico abusivo di reflui industriali inquinanti. L’intera struttura, i macchinari e i rifiuti sono stati posti sotto vincolo giudiziario. Per l’indagato, la cui posizione sarà ora valutata dalla Magistratura competente, vige la presunzione d’innocenza fino a un eventuale giudizio definitivo.