Si è conclusa con l’ingresso nel carcere di Poggioreale la dolorosa vicenda di una trentasettenne di San Giovanni a Teduccio, finita al centro di una drammatica sequenza di minacce, aggressioni e persecuzioni orchestrate dall’ex marito di 44 anni. I Carabinieri della Stazione locale hanno tratto in arresto l’uomo in virtù sia dell’istituto della flagranza differita, sia in esecuzione di una misura coercitiva emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.
Le origini dell’escalation risalgono alla rottura del rapporto matrimoniale, culminata con la separazione consensuale formale nello scorso luglio. Una decisione mai accettata dal quarantaquattrenne, alimentata — secondo la ricostruzione della vittima — da una grave dipendenza dall’alcol e da una gelosia insensata. A nulla è servito un breve e vano tentativo di riavvicinamento tentato dalla donna in estate nell’esclusivo interesse dei due figli della coppia, di 13 e 10 anni.
La situazione è rapidamente trascorsa nel terrore a fine agosto. Al rientro dal lavoro, la donna è stata aggredita fisicamente dall’ex marito in stato di ebrezza, che l’ha colpita ripetutamente con pugni e schiaffi al volto. Nemmeno il rientro serale ha placato l’ira dell’uomo, che ha iniziato a distruggere l’arredamento di casa prima di infierire nuovamente sulla vittima, costringendola a ricorrere alle cure dell’Ospedale Evangelico Villa Betania e a sporgere la prima, fondamentale denuncia che ha attivato le procedure d’urgenza del “Codice Rosso”. Nei giorni successivi la condotta dello stalker si è ulteriormente inasprita: il 31 agosto ha danneggiato a calci e pugni il portone della residenza del suocero per poi urlare minacce sotto la nuova abitazione della donna; il 14 settembre si è reso protagonista di un inseguimento in strada. L’acme della violenza psicologica si è raggiunto lo scorso 23 settembre, quando la vittima ha rinvenuto sul pianerottolo di casa una scritta agghiacciante: «Il tempo è scaduto, il mio essere ha detto è la vostra fine, vi uccido».
L’epilogo è giunto quando la donna, rientrata a casa a metà mattina dopo qualche ora di lavoro, ha trovato l’appartamento completamente devastato: arredi abbattuti, elettrodomestici rovesciati, cibo a terra e persino una statuetta sacra distrutta. Alla chiamata d’emergenza è seguito l’intervento immediato dei militari che, mentre setacciavano il quartiere, hanno visto il quarantaquattrenne presentarsi spontaneamente in caserma, dove per lui sono scattate le manette.