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Aversa, bene confiscato alla camorra ancora occupato e in condizioni disastrose: interviene il Comune

L'immobile, sito in via Altavilla nel quartiere Borgo, è stato trasformato in un deposito fatiscente nonostante sia da dodici anni nella disponibilità dell'amministrazione comunale. Ieri pomeriggio, le verifiche del caso sono state effettuate da un gruppo di lavoro composto da associazioni del territorio, assieme all'assessore Ciro Tarantino e a due vigili urbani

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
3 Ottobre 2020
in Società
Comune di Aversa

“Abbiamo trovato una situazione peggiore di quanto immaginato”: lo spiega, senza mezzi termini, Mauro Baldascino, uno dei membri del gruppo di lavoro, composto da associazioni del territorio, che collabora col Comune di Aversa sull’uso sociale dei beni confiscati alla camorra. Assieme all’assessore alle politiche sociali Ciro Tarantino e a due vigili urbani, il gruppo di lavoro ha effettuato un sopralluogo in via Altavilla 22, nel quartiere Borgo, a poche centinaia di metri dalla facoltà di architettura. L’indirizzo corrisponde, infatti, a un immobile da ben dodici anni nella disponibilità del Comune, nonostante sia rimasto per lo stesso periodo inutilizzato. A causa dell’abbandono, gli ambienti sono stati trovati in pessime condizioni, riempiti in maniera disordinata da diversi materiali (scatoloni, mobili, biciclette e altro) e utilizzati come deposito. Il portone dello stabile è stato aperto dal figlio dell’ex proprietario, ancora in possesso delle chiavi. Lo stesso ragazzo ha fatto da guida nell’immobile, spiegando con dovizia di particolari perché si trovasse in quelle condizioni. Pare, ad esempio, che la confisca non abbia interessato tutto l’edificio, ma sia avvenuta in quota parte. Cosa non chiara anche al Comune, che dunque dovrà verificare.

“Siamo molto preoccupati per la situazione in cui versa l’immobile confiscato alla criminalità organizzata di via Altavilla 22 ad Aversa”, sottolineano in una nota congiunta le associazioni che fanno parte del gruppo di lavoro sull’uso dei beni confiscati. “L’appartamento è occupato da terzi – prosegue la nota – e i locali a causa dell’abbandono versano in stato di fatiscenza. Tali condizioni impediscono l’utilizzo dell’immobile per attività sociali a vantaggio delle persone bisognose del quartiere. Le condizioni dell’immobile confiscato sono emerse durante un sopralluogo realizzato nel pomeriggio di ieri, venerdì. Alla presenza dell’assessore alle politiche sociali Ciro Tarantino e di alcuni vigili urbani, si è potuto constatare come l’immobile, ubicato nel quartiere Borgo di Aversa, fosse occupato da terzi, che lo stanno utilizzando come deposito di materiali vari. L’Immobile, sito in via Altavilla 22, è costituito da un appartamento per civile abitazione al primo piano, costituito da cinque vani e accessori, per complessivi 163 metri quadrati, e da diversi locali siti al piano terra sul fronte strada. Venne trasferito al Comune per fini sociali nel 2008 e da allora è stato completamente abbandonato. Chiediamo all’amministrazione, di cui stiamo apprezzandone attenzione e sensibilità sul tema, di mettere in atto – concludono le associazioni – tutte le azioni per restituire alla cittadinanza l’immobile di via Altavilla, che dovrà essere utilizzato quanto prima per offrire alle persone fragili del quartiere i servizi necessari”.

Al comunicato, Mauro Baldascino aggiunge: “Ciò che abbiamo visto è una cosa scandalosa, perché siamo andati a fare il sopralluogo con l’idea di creare uno spazio utile per fini sociali e ci siamo trovati di fronte a un’occupazione. Significa che in questi dodici anni nessuno, prima d’ora, si è mai preso la briga di controllare, andare a vedere lo stabile, fare i passaggi tecnici e burocratici per liberare il bene. Sono responsabilità serie, sancite tra l’altro da una sentenza della Corte dei conti della Campania del marzo 2016 che parla chiaramente di danno erariale da parte degli amministratori dovuto al disuso dei beni confiscati alla camorra”. Il gruppo di lavoro sull’uso dei beni confiscati è nato subito dopo la tappa aversana del Festival dell’impegno civile. Coinvolge diverse associazioni del territorio (Libera Aversa, Comitato don Peppe Diana, Patatrac, Masci Aversa 2, e AversaLab) e il Comune di Aversa, in particolare gli assessorati ai Beni confiscati, guidato dal vice sindaco Benedetto Zoccola, e alle Politiche sociali. Il sopralluogo ai beni confiscati è stato uno tra i primi gesti compiuti dal gruppo di lavoro. Ad Aversa, oltre a quello in via Altavilla, vi sono altri due immobili consegnati al Comune che ne ha, quindi, la totale disponibilità: in via De Chirico, in uno stabile dove è ubicato l’ufficio tributi, a sua volta situato in locali confiscati; e in via Gramsci, dove c’è una villetta appartenuta al clan Verde. Vi è anche un altro bene confiscato ad Aversa, ma ancora non in possesso del Comune: si tratta di una villetta, con annesso terreno, in via Madonna dell’Olio. In questo caso, però, il mancato passaggio all’ente non è ancora avvenuto per una serie di ritardi da parte dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati.

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