Caos Juventus-Napoli, la Asl blocca gli azzurri in Campania ma i bianconeri vogliono giocare lo stesso
Le autorità sanitarie fermano i partenopei sul bus per l'aeroporto, dopo la positività odierna di Elmas (e quella di ieri di Zielinski). In serata, da Torino i campioni d'ltalia fanno sapere che domani sera scenderanno in campo comunque
Alla fine di una giornata convulsa e tesissima, il big match Juventus-Napoli in programma domani sera a Torino è saltato e dovrebbe essere rinviato a data da destinarsi, perché gli azzurri sono stati bloccati in Campania da un intervento dell’ultim’ora della Asl Napoli 1 mentre, a fronte della mancanza di qualsiasi comunicazione ufficiale da parte dei vertici del calcio italiano, i bianconeri da Torino annunciano di voler scendere in campo in ogni caso domani sera alle 20.45, come da calendario della Lega Serie A. Insomma, com’era facile da prevedere, il Coronavirus manda l’italico pallone nel caos più totale.
C’era voluto l’intervento delle autorità sanitarie campane per bloccare tutto e impedire così di far giocare una partita di calcio che, alla luce delle notizie che si rincorrevano una dopo l’altra da Napoli e da Torino, sarebbe stata quasi certamente un’autentica follia, con i contagi da Covid-19 in costante aumento in tutta Italia (401 soltanto in Campania nelle scorse ventiquattr’ore) e col virus probabilmente in incubazione tra molti tesserati di Napoli e Juventus. Così, mentre il mondo del calcio italiano mostrava per l’intera giornata odierna ancora una volta il suo lato peggiore (solo poche ore prima, per fare un esempio, il neo-allenatore juventino Pirlo dichiarava asetticamente in conferenza stampa: “C’è un comunicato della Lega che ha dato regole e non credo ci siano problemi“), evidenziando un mix pericolosissimo di disorganizzazione e cinismo, poco dopo le sette di sera, col Napoli già nel bus che avrebbe dovuto portarlo da Castelvolturno verso l’aeroporto di Capodichino per poi volare alla volta di Torino, arrivava la comunicazione ufficiale della Asl Napoli 1, col divieto di spostamento al di fuori della Campania per l’intero gruppo azzurro, di fronte al pericolo concreto di un possibile focolaio in atto al suo interno.
Zielinski, da ieri positivo al Covid-19, abbracciato dai compagni dopo il suo gol in Napoli-Genoa di domenica
Questo sabato così pieno di incertezze e di tensioni si era aperto, nel ritiro azzurro, col terzo giro di tamponi per tutti i calciatori, dopo che dal secondo effettuato giovedì era emersa, ieri, la positività al Covid-19 del centrocampista polacco Piotr Zielinski e di un membro dello staff. Nel primo pomeriggio, poi, la società partenopea aveva diffuso una breve nota ufficiale, nella quale veniva comunicato l’esito negativo dei test effettuati in mattinata, però con una postilla: quattro esami erano stati processati in ritardo e non se ne conoscevano ancora gli esiti. Un altro colpo di scena, quindi, arrivava poco dopo, quando tra i quattro tamponi “ritardatari” veniva reso noto anche quello positivo di un altro centrocampista, il ventunenne macedone Eljif Elmas, peraltro in predicato di partire titolare nel big match contro la Juventus a causa dell’indisponibilità per infortunio di capitan Lorenzo Insigne. Tra l’altro, mentre le paure e le incertezze tra i calciatori azzurri aumentavano sempre di più, da Genova giungeva un’ulteriore informazione per nulla rassicurante: i contagiati nel cluster della squadra rossoblù – cioè, l’avversaria di domenica scorsa degli azzurri, col match del San Paolo disputato mentre il virus incubava negli organismi dei calciatori genoani – erano diventati addirittura ventidue, tre in più di ieri, con ben diciassette calciatori nell’elenco dei positivi al Covid-19. Negli stessi minuti, da Torino, la Juventus rendeva noto il contagio di due membri dello staff e aggiungeva di aver disposto l’isolamento fiduciario per l’intero gruppo squadra e di essere in costante contatto con le autorità sanitarie locali.
L’assurdo è che, di fronte a questa inquietante sequenza di notizie tutte dello stesso segno (negativo) e col precedente di Napoli-Genoa di domenica scorsa, i vertici del calcio italiano hanno continuato a far finta di nulla per l’intera giornata, probabilmente terrorizzati dall’ipotesi di un annullamento dell’ultimo minuto di uno tra i match più attesi dell’intera stagione di Serie A, nonché di uno tra i più remunerativi dal punto di vista degli introiti pubblicitari e dei più richiesti dai media internazionali. Di fronte a questo teatrino dell’assurdo e dell’irresponsabilità, mentre appena ieri la pallanuoto aveva rinviato l’inizio dei campionati maschili e femminili di Serie A1 per appena sei casi di positività di tesserati, si è dovuti arrivare alla serata di sabato e a una squadra bloccata mentre stava per recarsi in aeroporto, prima che fosse presa la decisione – delle autorità sanitarie, non del governo dell’italico pallone – di far saltare una partita che avrebbe rischiato in modo serissimo di trasformarsi in un focolaio di diffusione del Coronavirus. Tra l’altro, è bene ricordarlo, anche i calciatori hanno famiglie, figli, genitori, in alcuni casi nonni, potenzialmente esposti a seri rischi perché il calcio italiano ha deciso di non fermarsi nemmeno di fronte alla pandemia. Nel frattempo, com’è ovvio, per i calciatori azzurri scatta la quarantena presso le loro abitazioni, mentre del destino di Juventus-Napoli al momento non si ancora nulla, poiché a qualche ora dall’intervento delle autorità sanitarie campane i vertici del calcio italiano continuano a distinguersi per un imbarazzante silenzio. Il colpo di scena forse conclusivo arriva con la comunicazione ufficiale della Juventus, che alle 21.15 pubblica sui propri canali istituzionali la seguente nota: “Juventus Football Club comunica che la prima squadra scenderà in campo per la gara Juventus-Napoli domani alle 20.45, come previsto dal calendario della Lega di Serie A“. Così, se non dovessero esserci tra stanotte e domani mattina interventi chiarificatori delle autorità calcistiche nazionali, i bianconeri terrebbero pienamente fede al motto che, da sempre, ne caratterizza l’identità, cioè “Vincere è l’unica cosa che conta“. Il Napoli, invece, rischierebbe la sconfitta 3-0 a tavolino, salvo poi inevitabili ricorsi e possibili azioni legali. Intanto, nel Paese reale, il bollettino odierno diffuso dalla protezione civile nel pomeriggio fa sapere che nelle scorse ventiquattr’ore sono stati 2.844 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (345 più di ieri), con 27 decessi e 297 persone ricoverate in terapia intensiva.
Juventus Football Club comunica che la Prima Squadra scenderà in campo per la gara Juventus – Napoli domani alle 20.45, come previsto dal calendario della Lega di Serie A.
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