Aversa, i luoghi confiscati alla camorra si aprono alla città con la rassegna “R-Estate nel Bene”
Promossa da Libera e dal comitato don Peppe Diana, la manifestazione prevede i campi di volontariato e il Festival dell'impegno civile, dedicato a Valerio Taglione
“R-Estate nel Bene” è il titolo della rassegna estiva di eventi che, da fine giugno, avrà luogo sui beni confiscati di via Gramsci e via Madonna dell’Olio ad Aversa. La manifestazione è promossa dal presidio Libera di Aversa “Attilio Romanò e Dario Scherillo” insieme al Comitato Don Peppe Diana e il coordinamento provinciale di Libera contro le Mafie, con la collaborazione di diverse associazioni cittadine, come l’Agesci, con i gruppi scout Aversa2 e Aversa3, il Masci Aversa2, la fattoria Fuori di Zucca, Patatrac, Radici Aps, la Caritas di Aversa, lo Spi Cgil Campania e tante altre realtà che stanno aderendo all’iniziativa. L’obiettivo è trasformare i beni confiscati, spesso abbandonati, in luoghi d’incontro e formazione, restituendo ai ragazzi e alle associazioni dei nostri territori, dopo un anno di isolamento sociale, l’opportunità di tornare a incontrarsi e a socializzare con lo sguardo rivolto al futuro.
All’interno della rassegna si realizzeranno anche i campi di volontariato “Estate Liberi – campi d’impegno e formazione sui beni confiscati”, promossi dall’associazione nazionale Libera contro le Mafie, volti alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, nonché alla formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e alla conoscenza dei territori coinvolti. Complessivamente saranno sei le settimane di campo. L’ultima settimana di giugno e le prime due settimane di luglio saranno dedicate ai ragazzi tra i 10 e 15 anni del nostro territorio che, grazie all’impegno e all’esperienza dell’associazione Patatrac, vivranno una settimana all’insegna di attività ludiche-educative sui temi della legalità e della cittadinanza attiva. Le ultime due settimane di luglio e la prima settimana di agosto, invece, saranno destinate a gruppi di volontari provenienti da tutta Italia che hanno scelto di dedicare una parte delle proprie vacanze alla formazione e all’impegno civile.
Il bene confiscato in via Madonna dell’Olio ad Aversa
Il programma di eventi, inoltre, prevede tre tappe del Festival dell’Impegno Civile, realizzato e promosso dalla rete del Comitato Don Peppe Diana. La rassegna, che ha meritato anche l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, ha radici lontane ma quest’anno ha deciso di concentrare una parte delle sue energie proprio ad Aversa in memoria di Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana fin dall’anno della sua costituzione. Valerio era aversano e aveva sempre coltivato il desiderio di coinvolgere la sua città nelle tante e belle iniziative del Comitato. Per ricordare l’impegno civile di Valerio, le sue battaglie condivise per il riscatto dei nostri territori e il riutilizzo sociale dei beni confiscati, le associazioni che aderiscono all’iniziativa “R-Estate nel Bene” hanno voluto dedicargli un sottotitolo che accompagnerà l’intero programma di quest’estate: “Eppure il vento soffia ancora”. Una frase di una canzone che Alessandra Giros, moglie di Valerio, ha utilizzato per ringraziare tutti gli amici e le realtà associative che anche in sua memoria continuano ad alimentare quel vento di cambiamento senza stancarsi e senza mai perdersi d’animo. Tutte le attività sono patrocinate dal Comune di Aversa che, in collaborazione con la rete di associazioni, ha lavorato affinché i beni potessero essere aperti, accessibili e animati per l’intero periodo estivo, in attesa di un loro affidamento definitivo.
Le associazioni, infine, hanno lanciato un appello per una massiccia partecipazione alla rassegna “R-Estate nel bene”. “Come presidio di Libera Aversa ‘Attilio Romanò e Dario Scherillo’, Comitato Don Peppe Diana e tutti gli amici e associazioniche condividono i nostri stessi percorsi – si legge in una nota – con l’arrivo di nuovi beni confiscati abbiamo provato, insieme al nostro amico Valerio, a realizzare anche nella nostra città quello che è accaduto in provincia di Caserta in 15 anni, cioè la nascita di tantissime esperienze di riutilizzo sociale sui beni confiscati. Non abbiamo mai mollato e smesso di credere che quei luoghi possano essere un’occasione di concreto riscatto per i nostri territori, ma oggi vogliamo vincere quella sfida che ci fu lanciata dal nostro Valerio. Ma abbiamo bisogno di tutti, di ognuno di voi. Anche solo per una riunione – concludono le associazioni – vi chiediamo di entrare in quei beni e provare a vivere le vostre tante attività nei luoghi che per anni sono stati simboli del potere criminale di queste terre”.
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