La rapina alla sala scommesse “Snai” sita ad Aversa in Viale Gramsci, è avvenuta sotto l’occhio della videocamera di sorveglianza all’interno del locale e quelle presenti in zona: ripresa minuto per minuto, a distanza di tre mesi gli autori in carcere.
L’indagine è stata condotta dalla Polizia di Stato di Caserta — Squadra Mobile, con la collaborazione del Commissariato di P.S. di Aversa, che ha eseguito una custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di D.N. e M.S., ritenuti gravemente indiziati del delitto di rapina aggravata.
Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, il 5 maggio 2022, nel punto scommesse di Viale Gramsci, un uomo con volto travisato da uno scalda collo, entrava nel locale puntando una pistola contro un avventore presente in sala, approfittando della porta spalancata, si introduceva all’interno della sala casse, dove da una commessa si faceva consegnare la somma di 11.400,00 euro, frutto dell’incasso del giorno precedente, dandosi poi alla fuga.
Le immediate attività d’indagine, sviluppate dagli investigatori della Squadra Mobile, permettevano di rilevare che il rapinatore era giunto in zona mediante un’autovettura che aveva parcheggiato in una stradina poco distante, con la quale si era successivamente dileguato dal posto. Gli investigatori, appuravano che, la stessa macchina era transitata in zona anche in alcuni frangenti precedenti a quelli della rapina, evidentemente al fine di effettuare dei sopralluoghi preliminari, e in tale circostanza si nell’auto c’erano due persone.
II successivo sviluppo delle investigazioni, forte di un’importante attività d’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona e dell’incrocio delle relative evidenze con ulteriori acquisizioni informative, permetteva dapprima di acclarare che il presunto “avventore” del locale era in realtà un complice del rapinatore, che con questi aveva effettuato i sopralluoghi, poi di raccogliere importanti elementi utili ad identificare entrambi come due soggetti originari dell’alto napoletano, con precedenti specifici per reati contro il patrimonio. Peraltro, il “finto cliente” era un assiduo frequentatore di sale scommesse.