Per il sindaco di Aversa Alfonso Golia non ci sono dubbi. “È un atto vandalico da condannare e chi lo ha commesso è un criminale”. Svastiche, scritte antisemite e il volgare auspicio, in inglese, che tutti vadano a quel paese. È ciò che è stato scoperto questa mattina all’Istituto comprensivo ‘Gaetano Parente’, in via Di Giacomo. Non hanno rubato nulla, né rotto mobili, ma a memoria di molti è la prima volta che ad Aversa compaiono svastiche e frasi antisemite all’interno di una scuola. La gravità del fatto sta proprio in questo. Il gesto non può essere relegato nel novero delle ragazzate, quando i muri di una scuola sono imbrattati da croci uncinate e frasi razziste che ricordano tempi più bui della nostra storia.
“La preside è molto scoraggiata – prosegue Golia – perché la scuola è la prima istituzione di ogni città e quando attaccano un’istituzione è un attacco a tutti, compreso le famiglie. Ciò che è successo è una vera vergogna. Tutta la mia solidarietà al popolo ebreo. Le forze dell’ordine sono già al lavoro e sono certo che questi criminali saranno consegnati alla giustizia. Intanto, cancelleremo le ignobili scritte dai muri della scuola. Io non so se è la prima volta, ma a mia memoria ad Aversa non ho mai visto una cosa del genere. Non ci facciamo intimidire, soprattutto in un momento così particolare per la nostra comunità”.
La dirigente scolastica dell’istituto, Angela Comparone, ha voluto in una nota scritta rilasciare il suo commento sulla vicenda. “Un atto così stupido e inutile non vuole arrivare a nulla e non ha praticamente alcun senso: solo, provocare il caos, generare scompiglio, lasciare la propria indegna firma e, forse, far passare il messaggio che questo strenuo baluardo di difesa culturale non esista più, che non sia più in grado di generare bellezza, che non sia più utile alla crescita degli individui del domani. Non è così, e non lo sarà mai, finché anche un solo respiro inonderà i nostri polmoni. Anche se un gesto così vile acceca il cuore, anche se atterrisce, così tanto che sembra che il piccolo barlume di luce e di speranza rimasto si stia lentamente spegnendo, noi non ci arrenderemo. Siamo pronti a rispondere, pronti a procurarci le armi più forti per vincere questa ignobile guerra al ribasso: il rispetto per tutti, la solidarietà e la coerenza nelle azioni. Resteremo al nostro posto, imperturbabili e fieri, in difesa nostra, ma anche di tutti coloro che cercano di costruire il loro futuro imparando a sperare tra questi banchi, vecchiotti ma sempre nuovi e ricolmi di fiducia”. Comparone conclude, a nome dell’intero personale dell’Istituto Comprensivo ‘Parente’, con il motto della scuola. “E non finisce qui! Non molleremo”.
Anche l’assessore alla pubblica istruzione Ciro Tarantino è intervenuto con durezza sul triste episodio. “Anche a mia memoria è la prima volta di un atto palesemente antisemita ad Aversa. Posso dire che un gesto del genere non può mai essere definito una ragazzata. Ricordo a tutti che il regime nazista è stato il regime più giovane della storia. Inoltre, come ci insegna tutta la letteratura seria sull’argomento, il pericolo della discriminazione e del razzismo proviene proprio dagli uomini comuni. Anche se fosse un ragazzata, questo gesto è gravissimo. Anche 70 anni fa sono stati i ragazzini, gli uomini banali, per riprendere Hannah Arendt, e gli uomini ordinari, a produrre la persecuzione. Anche l’ignoranza è un reato nelle democrazie. Nessuno è legittimato a non conoscere ciò che è successo”, conclude Tarantino.