Sono finalmente stati rimossi i sigilli posti dalla magistratura al vecchio edificio scolastico sito in piazza Marconi ad Aversa, crollato improvvisamente nella notte del 17 dicembre 2019. A dare la notizia è stato il sindaco della città normanna, Alfonso Golia: “La settimana si apre con un’ottima notizia – ha scritto il primo cittadino aversano in una nota pubblicata sulla propria pagina Facebook -. L’area del crollo in piazza Marconi è stata finalmente dissequestrata. Ricordo a tutti che pochi giorni fa c’è stato il sopralluogo del Ctu incaricato dal magistrato che conduce le indagini. Adesso – ha concluso Golia – stiamo predisponendo l’ordinanza alla proprietà per la rimozione delle macerie dato che alla precedente diffida non era stato possibile adempiere a causa del sequestro giudiziario”.
Il crollo della vecchia scuola, di proprietà dei frati minori conventuali della curia di Napoli, era avvenuto intorno alle 5 del mattino: a cedere era stata una vasta parte della facciata prospiciente piazza Marconi. Un evento improvviso ma non completamente imprevedibile: l’edificio, già pericolante da tempo, era stato probabilmente indebolito ulteriormente dalle forti piogge cadute nei giorni precedenti. Sul posto erano giunti i vigili del fuoco, i carabinieri, i poliziotti del commissariato locale e gli agenti della polizia municipale. Per fortuna non si erano registrati stati feriti, ma solo per un caso si era evitata la tragedia. Proprio per fare luce definitivamente sulle ragioni che hanno portato al crollo, l’intera area era stata posta sotto sequestro dai magistrati del tribunale. Nelle ore immediatamente successive al cedimento, che aveva causato grande spavento nei residenti del centro storico normanno, l’assessore ai Lavori pubblici e all’Edilizia scolastica del Comune di Aversa, Benedetto Zoccola, aveva precisato alcune cose riguardanti la storia dell’edificio, ricordando come già nel 2017, con un’ordinanza sindacale, si era data disposizione al proprietario di occuparsi della messa in sicurezza per la caduta di calcinacci.

