Bomba sotto casa del conduttore di Report, Ranucci: spunta una pista tra camorra e traffico d’armi
Una lettera anonima arrivata alla redazione di Report collega la bomba a un intricato traffico di armi che dalla Campania sfocia in Veneto. Convocati in Procura un inviato Rai e l’ex manager di un cantiere navale
L’indagine sull’attentato che ha colpito Sigfrido Ranucci, conduttore del programma Rai Report, lo scorso 16 ottobre, ha preso una direzione inaspettata e complessa. La notizia riportata dal giornale Il Fatto Quotidiano, cita una lettera anonima, recapitata alla redazione di Report. Lettera che, ha fornito una nuova pista e che la Procura di Roma sta ora verificando con urgenza.
La missiva mette in relazione l’ordigno artigianale (una bomba carta contenente circa un chilo di polvere pirica), piazzato davanti all’abitazione di Ranucci a Campo Ascolano (Pomezia), con presunti “ambienti criminali” campani, aprendo un’indagine che va a toccare i delicati temi della Camorra e del traffico internazionale di armi.
Il luogo dell’attentato
L’attentato viene collegato a un’inchiesta andata in onda su Report, incentrata su un presunto giro di armi illegali. Il focus del servizio era sulla società Cantieri Navale Vittoria (Cnv), con sede ad Adria, in Veneto. La tesi del programma si fondava sul ritrovamento, avvenuto lo scorso 24 settembre, da parte dei dipendenti del cantiere, di due casse di legno contenenti mitragliatrici non registrate. Il giornalista di Rai3, Daniele Autieri, si era recato ad Adria per intervistare il presidente della Cnv, Roberto Cavazzana, ricostruendo che i fucili erano associati a due motovedette destinate all’Oman, che però aveva ricevuto solo le imbarcazioni. Per Report, ciò costituirebbe una “prova che giustificherebbe la pista del traffico di armi”.
L’Infiltrazione e le figure chiamate in causa
La traccia si fa ancora più scottante quando il servizio di Report introduce il tema della Camorra nella vicenda societaria di Cnv. Si scopre che la società Arkipiù di Caserta avrebbe finanziato una parte significativa degli 8,2 milioni di euro necessari a Cavazzana per l’acquisto di Cnv all’inizio del 2025 dalla famiglia Duò. Tra gli ex soci di Arkipiù figura una persona con legami d’affari con Luigi Russo, noto per una condanna per concorso esterno con il temuto clan dei Casalesi (fazione Giuseppe Setola). A poche ore dall’attentato, il giorno 17 ottobre, Francescomaria Tuccillo, ex Amministratore Delegato (Ad) di Cnv, è stato invitato via PEC a rassegnare le dimissioni, poi formalizzate il 10 novembre. Lo stesso ex Ad aveva riferito a Report di aver ricevuto consigli “insoliti” a inizio mandato, come quello di “non restare mai a dormire ad Adria”.
Le Audizioni cruciali
Per fare luce su questa complessa rete di collegamenti, il PM Carlo Villani della Procura di Roma ha convocato per oggi due audizioni cruciali in qualità di persone informate sui fatti: l’inviato di Rai3, Daniele Autieri, e l’ex Ad di Cantieri Navale Vittoria, Francescomaria Tuccillo. L’obiettivo è verificare la fondatezza della missiva anonima e determinare se l’attentato a Ranucci sia effettivamente una ritorsione legata all’inchiesta sul presunto traffico d’armi e i suoi legami con la criminalità organizzata.
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