L’egemonia del clan Mazzarella non passa più solo per il controllo fisico dei quartieri di Napoli, ma corre sui fili della rete. All’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno inferto un durissimo colpo all’ala tecnologica dell’organizzazione criminale, eseguendo 16 misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale partenopeo.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), ha portato alla luce un sofisticato sistema di cybercrime gestito da soggetti ritenuti vicini alla cosca. Le accuse pesano come macigni: associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica, il tutto con l’aggravante delle finalità mafiose.
Dal phishing alle armi: la strategia del clan
Secondo quanto documentato dagli inquirenti, il gruppo aveva industrializzato le truffe online attraverso diverse modalità:
- Phishing e Vishing: l’invio di messaggi ingannevoli e telefonate mirate per sottrarre credenziali bancarie.
- Clonazione di portali: la creazione di siti web speculari a quelli dei principali istituti di credito per trarre in inganno ignari correntisti.
Le indagini hanno accertato decine di episodi di frode, ma l’operazione ha svelato anche il volto violento dell’organizzazione: tra i reati contestati figurano infatti anche la detenzione abusiva di armi, a conferma di come il “core business” digitale fosse comunque protetto dalla forza d’urto militare tipica della camorra.