Il sogno della bellezza a piccoli prezzi nascondeva un incubo sanitario tra le mura di abitazioni private e studi di fortuna. La Guardia di Finanza di Napoli ha denunciato otto finti medici che operavano senza alcuna autorizzazione né specializzazione, offrendo trattamenti invasivi pubblicizzati con spregiudicatezza sui social network.
L’inchiesta, che ha coinvolto i reparti di Giugliano in Campania, Casalnuovo e il primo Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli, ha svelato un sistema basato sull’illegalità totale. Gli indagati effettuavano iniezioni di botulino e acido ialuronico, procedure che la legge riserva esclusivamente a chirurghi specializzati, operando però in condizioni igieniche precarie e senza le dotazioni di sicurezza necessarie per gestire eventuali shock o complicazioni mediche.
Il business del rischio: prezzi stracciati e sussidi statali
Per attirare i clienti, i falsi professionisti puntavano sulla leva economica, offrendo tariffe molto inferiori a quelle di mercato grazie alla totale evasione fiscale. Un paradosso emerso dalle indagini riguarda la situazione patrimoniale di alcuni denunciati: nonostante il volume d’affari illegale, diversi di loro risultavano beneficiari di ammortizzatori sociali come il Reddito di Cittadinanza o l’Assegno di Inclusione.
Il bilancio dei sequestri
Sotto il coordinamento delle Procure di Napoli, Napoli Nord e Nola, le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli a tre locali commerciali adibiti a finte cliniche. Il materiale rimosso dal mercato illegale fotografa l’ampiezza dell’attività: Sequestrate, 130 fiale di botulino pronte per l’uso, diverse confezioni di filler dermici e rimodellanti iniettabili, oltre 160 siringhe contenenti acido ialuronico, etichette di medicinali già somministrati e più di 3.000 dispositivi tra aghi, siringhe sterili, provette, flaconi e tubetti di pomata anestetica. Infine, rinvenuti anche circa 3.000 euro in contanti, ritenuti provento delle prestazioni abusive.