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Capri e Anacapri restano zona arancione: il Tar respinge le ordinanze “morbide” dei due sindaci

Le amministrazioni avevano deciso di seguire una linea più flessibile, da fascia gialla. La loro ordinanza prevedeva l'apertura di pub, ristoranti e bar

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
22 Dicembre 2020
in Cronaca, Napoli

I Comuni di Capri e Anacapri sono, di fatto, zona arancione. Lo ha deciso, con due decreti, il Tribunale amministrativo regionale, sospendendo le ordinanze firmate dai sindaci dei due territori, che avevano imboccato una direzione totalmente differente rispetto a quella adottata dal presidente De Luca, con l’ordinanza regionale numero 98 del 18 dicembre scorso. Sebbene fosse stato instituito il “prolungamento” della zona arancione anche per i giorni fino al 23 dicembre, le amministrazioni di Capri e Anacapri avevano optato per restrizioni più morbide, tipiche della zona gialla: dunque bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e pub aperti dalle 5 fino alle 18 e consumo al tavolo per un massimo di 4 clienti per ogni seduta. Una decisione, questa, che aveva incontrato la forte approvazione da parte di commercianti e, soprattutto, dei ristoratori. Ma il Tar non ha fatto sconti: i due Comuni restano arancioni, come il resto della Campania.

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Tags: Anacapriflash
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