Il caro-energia continua a tenere banco in tutta Europa, l’inflazione e il rischio di recessione sempre più concreto e «sofferenze» per aziende e famiglie. Si muove il governo per cercare di contrastare le condizioni finanziarie irrigidite, il forte rialzo dei prezzi di energia e di beni primari dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Di qui bollette triplicate e fatture da diverse centinaia di migliaia di euro per supermercati ,aziende e famiglie, costi che stanno letteralmente mandando in rosso i conti economici di tanti senza risparmiare nessuno.
Insomma, dopo un agosto difficile con un conto che si è scaricato sui listini non solo degli degli alimenti, all’orizzonte si prospetta un settembre che sembra non promettere nulla di positivo. Intanto, ecco il nuovo piano del governo, un pacchetto di misure atte a risparmiare energia da questo autunno. La stretta sui riscaldamenti dovrebbe arrivare con un decreto ministeriale che lo stesso ministro Cingolani firmerà nei prossimi giorni: dal 1° ottobre 2022 saremo costretti ad abbassare la temperatura massima dei termosifoni di 1 grado, da 20 a 19 gradi, una diminuzione che interesserà sia le abitazioni private ma anche gli edifici pubblici.
In Consiglio dei ministri ,inoltre, si è affrontato anche il tema della scuola in merito alla possibilità di chiudere il sabato, di fare ricorso alla didattica a distanza o eventualmente di accorpare orari per ridurre i consumi energetici ma in risposta a tali proposte, il governo ha bocciato in tronco le idee: gli orari della scuola resteranno quelli previsti dalla normale programmazione. Intanto, la prossima settimana verrà approvato un nuovo decreto contenente le misure atte a contrastare o almeno ad arginare il costo delle bollette per famiglie e aziende: si pensa soprattutto a nuovi aiuti alle imprese per evitare la chiusura dell’ attività, onde evitare il conseguente impatto occupazionale, oltre che produttivo per l’intero paese Paese.
A Napoli, nel contempo, si va verso la “serrata del pane”. «Da tempo avevamo lanciato allarme» sottolinea a grandi lettere Confcommercio. Nella mattinata di ieri, dopo il vertice nazionale, è seguita la riunione del consiglio direttivo a Napoli dove le diverse categorie si sono confrontate. Confcommercio sventola la bandiera della protesta contro il caro energia e preannuncia che la guerra del pane potrebbe essere la prima di numerose battaglie. Non tutte le imprese, infatti, saranno ancora in grado di reggere a lungo questa pressione bisogna correre presto ai ripari, occorre intervenire con urgenza e con misure che abbiano effetto immediato per calmierare i costi energetici e arginare quanto prima una situazione drammatica che sembra essere sfuggita di mano, poiché aleggia all’orizzonte anche il preoccupante rischio che le banche chiudano i rubinetti del credito, per l’incapacità di stimare adeguatamente la capacità di rimborso dei commercianti alle prese col caro bollette .”Oltre il danno anche la beffa”.