Con 149 voti favorevoli e 141 contrari il Senato della Repubblica ha autorizzato il processo all’ex ministro degli Interni Matteo Salvini per il caso della Open Arms, la nave della Ong fermata in mare per 19 giorni nell’estate del 2019. A favore dell’autorizzazione si sono espressi i gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle, Partito democratico, Italia viva, Liberi e uguali e delle Autonomie. Contrario tutto il centrodestra. Il leader della Lega aveva compreso l’esito del voto già prima dell’intervento in aula di Matteo Renzi. Fino a poche ore prima del voto da Iv arrivavano notizie contrastanti, con il capogruppo renziano Davide Faraone pronto a dichiarare, durante la trasmissione di Rai Tre Agorà Estate, che “c’è una responsabilità oggettiva, secondo noi, dell’intero governo”. Concetto ribadito dallo stesso Renzi a Palazzo Madama, con la determinante aggiunta, però, che “Salvini non agì per interesse pubblico”. La conferma del sì di Iv ha quindi spianato la strada al processo, anche se per soli 8 voti.
Salvini, dal canto suo, ha ribadito in aula i concetti già espressi in precedenza sui social. “Contro di me un processo politico, – ha ripetuto l’ex titolare del Viminale – io non porto i miei avversari in tribunale. L’unico tribunale è quello del popolo, del voto, delle elezioni”, per poi tornare a “cinguettare” su Twitter: “Se pensano di intimorire la Lega con un processo politico ‘alla Palamara’ si sbagliano di grosso. Quando tornerò al governo farò esattamente le stesse cose”. Il suo intervento al Senato è stato spesso interrotto dai senatori del centrodestra, che alla fine hanno anche tributato al leader leghista un coro da stadio.

