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Home Italia

Caso Open Arms, il Senato dice sì al processo a Matteo Salvini

Con 149 voti favorevoli e 141 contrari, Palazzo Madama ha dato il via libera. La nave della Ong fu fermata in mare per 19 giorni nell’estate del 2019

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
30 Luglio 2020
in Italia
Senato

Con 149 voti favorevoli e 141 contrari il Senato della Repubblica ha autorizzato il processo all’ex ministro degli Interni Matteo Salvini per il caso della Open Arms, la nave della Ong fermata in mare per 19 giorni nell’estate del 2019. A favore dell’autorizzazione si sono espressi i gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle, Partito democratico, Italia viva, Liberi e uguali e delle Autonomie. Contrario tutto il centrodestra. Il leader della Lega aveva compreso l’esito del voto già prima dell’intervento in aula di Matteo Renzi. Fino a poche ore prima del voto da Iv arrivavano notizie contrastanti, con il capogruppo renziano Davide Faraone pronto a dichiarare, durante la trasmissione di Rai Tre Agorà Estate, che “c’è una responsabilità oggettiva, secondo noi, dell’intero governo”. Concetto ribadito dallo stesso Renzi a Palazzo Madama, con la determinante aggiunta, però, che “Salvini non agì per interesse pubblico”. La conferma del sì di Iv ha quindi spianato la strada al processo, anche se per soli 8 voti.

Salvini, dal canto suo, ha ribadito in aula i concetti già espressi in precedenza sui social. “Contro di me un processo politico, – ha ripetuto l’ex titolare del Viminale – io non porto i miei avversari in tribunale. L’unico tribunale è quello del popolo, del voto, delle elezioni”, per poi tornare a “cinguettare” su Twitter: “Se pensano di intimorire la Lega con un processo politico ‘alla Palamara’ si sbagliano di grosso. Quando tornerò al governo farò esattamente le stesse cose”. Il suo intervento al Senato è stato spesso interrotto dai senatori del centrodestra, che alla fine hanno anche tributato al leader leghista un coro da stadio.

Comunque tutti gli interventi in aula hanno risentito della forte tensione che si percepiva, da una parte e dall’altra dell’emiciclo. Emma Bonino, senatrice di +Europa che ha parlato per conto del Gruppo misto, è stata una delle poche voci che non ha perso la calma, sostenendo però con decisione la scelta di votare sì al processo, “dove Salvini potrà difendersi”. Scontato il sì del Pd e di Leu, gli unici interventi del M5S sono stati quelli delle senatrici Elvira Evangelista e Vilma Moronese, che hanno confermato il voto favorevole di tutto il gruppo. La scarsa voglia dei pentastellati di parlare è stata subito notata dallo stesso Salvini, che nel suo discorso ha ringraziato i senatori del M5S “per non essere intervenuti, visto l’evidente imbarazzo”.

Subito dopo la decisione del Senato, è intervenuta dalla sua pagina Facebook italiana l’Ong Open Arms, che ha voluto così commentare il sì al processo per l’ex ministro degli Interni: “Non è l’ex ministro che vorremmo fosse giudicato, ma una visione del mondo e della politica, quella che ha continuato a preferire l’omissione di soccorso e i respingimenti per procura al soccorso, che ha continuato a scegliere di fermare con azioni amministrative pretestuose le navi umanitarie anziché coordinarle al meglio in mare, che ha scelto di chiudere i porti anziché organizzare protocolli di sbarco sicuri, che ha preferito assistere a naufragi in diretta piuttosto che assumersi la responsabilità di dire che la vita ha lo stesso valore per tutti, che siamo tutti uguali davanti alla legge, che di ogni essere umano va tutelata la dignità e che i diritti o sono di tutti o non sono di nessuno”.

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Tags: Matteo Salvini
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