Sorseggiava una birra indisturbato all’interno di un negozio di alimentari di Castel Volturno E. C., quarantenne di Sant’Antimo sul quale vigeva un provvedimento di cattura. Il malvivente era conosciuto dalle forze dell’ordine per i molteplici furti in abitazione che ha compiuto nel corso degli ultimi mesi in tutto il Napoletano, riuscendo sempre a farla franca fino a oggi, quando i carabinieri della sezione di Giugliano in Campania l’hanno scovato e catturato dopo una prolungata indagine. L’uomo, durante la sua libertà clandestina, ha continuato a pubblicare foto, video e altri contenuti sui propri canali social, noncurante del provvedimento che gravava sulla sua testa. E. C. è stato scovato e arrestato, per poi essere condotto presso il carcere di Poggioreale, dove ora dovrà scontare una pena di 3 anni, 4 mesi e 5 giorni, come disposto dalla Procura della Repubblica di Napoli. Le indagini proseguono per identificare chi ha aiutato il malvivente ad agevolare la propria clandestinità.

Proprio quest’estate era stato catturato V. F., sessantunenne originario di Salerno, ex collaboratore di giustizia, latitante per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione e porto di armi in luogo pubblico. L’uomo era stato bloccato presso la stazione di Ventimiglia, a seguito delle articolate indagini condotte dalla squadra mobile di Salerno e di Vercelli, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia salernitana. Il malvivente doveva scontare un residuo di pena di nove anni, un mese e diciannove giorni di reclusione, ai quali si aggiungeva una multa di 4.500 euro. Pluripregiudicato con numerosi precedenti di polizia, il sessantunenne aveva raggiunto l’apice della sua carriera criminale all’inizio degli anni 2000 quando, a seguito di gravi fatti di sangue e alla conseguente scissione all’interno del gruppo Panella D’Agostino, si era venuta a creare una nuova consorteria criminale con a capo lo stesso V. F. e A. U.. L’attività illecita del nuovo sodalizio era stata incentrata inizialmente sul controllo del gioco d’azzardo e sulla distribuzione di slot-machines, imposte a esercizi commerciali della zona. Nel corso degli anni era stato destinatario di svariati provvedimenti restrittivi e cautelari, per poi divenire in seguito collaboratore di giustizia.

