Guerra (Oms): “Il coprifuoco adottato in Campania e in Lombardia è un semplice palliativo”
L’esponente dell’Organizzazione mondiale della sanità non sembra favorevole a un lockdown generalizzato in tutta Italia. “C’è il rischio di rivolte armate”
In un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, il rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Ranieri Guerra, componente del Comitato tecnico scientifico a supporto del Governo Conte, ha commentato il provvedimento del coprifuoco adottato da regioni come la Campania e la Lombardia. Guerra lo ha definito “un semplice palliativo, per evitare di chiudere tutto”. L’esponente dell’Oms non sembra favorevole a un lockdown generalizzato in tutta Italia. “C’è il rischio di rivolte armate”, ha spiegato al giornalista de Il Fatto. Secondo Guerra le persone sono finite sotto stress dopo i mesi di chiusura ad inizio anno.
Sotto accusa, comunque, il periodo di rilassamento nel corso dell’estate che, per il membro del comitato scientifico, è stato un grave errore. Adesso, però, è a rischio la salute mentale degli italiani e una nuova serrata totale potrebbe provocare reazioni spropositate. È, di fatto, la tesi portata avanti dal premier Giuseppe Conte, ma che non vede tutti d’accordo nel Governo.
Nei giorni scorsi era stato annunciato il contenuto del nuovo Dpcm che ha introdotto ulteriori regole in materia di contenimento del Coronavirus. Per quanto riguarda il controllo della movida, si potrà decidere di chiudere al pubblico dopo le 21 strade e piazze solitamente interessate da assembramenti, riservando il transito l’accesso e il deflusso dagli esercizi commerciali e verso le abitazioni. Ristoranti, bar, pub gelaterie e altri esercizi che somministrano cibi e bevande potranno restare aperti dalle 5 alle 24 se forniti di posti a sedere, in assenza dei quali dovranno chiudere alle 18. Sempre riguardo al consumo nei locali, attorno a un singolo tavolo non potranno accomodarsi più di sei persone. Il nuovo Dpcm ha istituito, inoltre, il divieto per l’organizzazione e lo svolgimento di congressi, conferenze, fiere e sagre.
L’attività didattica potrà continuare a svolgersi in presenza per quanto riguarda scuole primarie e per l’infanzia, mentre gli istituti secondari di secondo grado dovranno cercare di rendere flessibili gli orari delle lezioni in presenza, ricorrendo in ogni caso di più alla didattica digitale. Per quanto riguarda lo sport, non sono autorizzate le attività amatoriali, mentre sono autorizzate solo le competizioni e le manifestazioni ufficialmente riconosciute e di interesse regionale e nazionale.
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