La gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Barcellona e Napoli si disputerà al Camp Nou il 18 marzo a porte chiuse. La decisione è stata ufficializzata dalle istituzioni catalane e dallo stesso club blaugrana.
Dopo i rinvii di alcune partite considerate “a rischio” a causa del contagio da Coronavirus e la conseguente sospensione del campionato di Serie A fino al 3 aprile, arriva una stretta necessaria anche per le principali competizioni europee, compresa la Champions, a causa del dilagare dell’epidemia che si sta pian piano diffondendo anche nel resto d’Europa. In particolare, a destare la preoccupazione delle autorità catalane sarebbero stati gli oltre 5mila tifosi del Napoli previsti, provenienti non soltanto dalla Campania ma da ogni parte d’Italia, pronti a “invadere” letteralmente le strade della città catalana per seguire dal vivo un match molto atteso dopo la bella prova degli azzurri all’andata, terminata col punteggio di 1-1 al San Paolo, ma con la squadra partenopea che avrebbe probabilmente meritato la vittoria.
L’aumento esponenziale dei contagi di queste ore in Italia ha allarmato le istituzioni spagnole che ora sono corse ai ripari onde evitare la nascita e la diffusione di focolai sul territorio spagnolo. La Generalitat de Catalunya che presiede il governo catalano ha anche deciso di sospendere la maratona di Barcellona, una tra le più importanti gare podistiche al mondo, che doveva tenersi nella capitale catalana il 15 marzo ed è stata rinviata al 25 ottobre, quando, secondo le autorità spagnole, potrà dirsi superata l’emergenza.
Dunque, anche il calcio internazionale sta prendendo coscienza, un po’ alla volta, dell’emergenza in atto. Sempre in Champions League, infatti, si disputeranno a porte chiuse anche alcune gare in programma tra domani e mercoledì, cioè Valencia-Atalanta e Paris Saint Germain-Borussia Dortmund, così come accadrà anche in Europa League per Getafe-Inter e altri match. E addirittura, in Svizzera, il Dipartimento di giustizia e sicurezza ha già annunciato in queste ore che l’ottavo di finale di ritorno di Europa League del 19 marzo tra Basilea ed Eintracht Francoforte non sarà disputato nemmeno a porte chiuse, “al fine di proteggere la salute della popolazione e per fermare la diffusione del Coronavirus, nonché distribuire meglio il carico di lavoro della squadra medica di Basilea“.