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Home Cronaca

Cinque professionisti e un imprenditore ai domiciliari tra Campania e Puglia per frode fiscale (Video)

27 società "cartiere" avrebbero attestato crediti Iva inesistenti per un danno all'erario di 27 milioni di euro. Altri 93 soggetti denunciati per indebite compensazioni

redazione di redazione
13 Maggio 2021
in Cronaca

Centottanta agenti del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli hanno eseguito, tra Campania, Puglia e numerose altre regioni del territorio nazionale, un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica partenopea nei confronti di sei soggetti (tutti agli arresti domiciliari), gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, con un danno provocato all’erario di oltre 27 milioni di euro.

L’indagine, che si è avvalsa dell’efficace contributo dell’Agenzia delle entrate di Napoli, ha permesso di risalire a un sodalizio criminale composto da professionisti, affaristi, mediatori e prestanome, artefici di un sofisticato sistema fraudolento di indebite compensazioni dell’Iva. Sfruttando questa possibilità, il sodalizio si sarebbe reso protagonista di un ampio fenomeno di evasione che prevedeva, innanzi tutto, la creazione di falsi crediti Iva in capo a società “cartiere”, amministrate da compiacenti prestanome. I crediti venivano, quindi, riportati nelle dichiarazioni Iva e muniti del visto di conformità da parte di consulenti fiscali compiacenti e, in molti casi, sono stati anche ceduti per essere utilizzati in compensazione anche da parte di altre società fuori dall’organizzazione. L’associazione per delinquere era capeggiata da un commercialista e un imprenditore napoletani, entrambi gravati da plurimi precedenti per reati tributari (i più recenti nel settore delle frodi nella commercializzazione di prodotti petroliferi), che si avvalevano della determinante collaborazione di quattro fiscalisti, anch’essi colpiti dalla misura degli arresti domiciliari. La “vendita” dei crediti inesistenti ad altri contribuenti avveniva grazie a una ramificata rete di affaristi e procacciatori che proponeva l’acquisto degli stessi in compensazione tramite il pagamento di una somma variabile, a seconda dell’importo dei crediti, fino al 70% del valore nominale.

L’illecito fenomeno avrebbe interessato 27 società “cartiere”, attestanti i crediti Iva inesistenti, e una fitta rete di affaristi, consulenti fiscali e intermediari riconducibili al sodalizio indagato, che avrebbero avuto l’incarico di procacciare le società e i contribuenti risultati beneficiari delle indebite compensazioni, nei periodi d’imposta 2016, 2017 e 2018. Nel complesso, dunque, l’indagine si è conclusa con l’esecuzione di sei misure degli arresti domiciliari, il sequestro preventivo di beni del valore di 27 milioni di euro, a carico di 62 tra società e utilizzatori dei crediti Iva inesistenti, e la denuncia per il reato di indebite compensazioni di 93 soggetti.

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Tags: campaniatop
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