Arrivano risultati promettenti per un nuovo farmaco che, potrebbe presto rivoluzionare la lotta al colesterolo “cattivo”. Si chiama enlicitide decanoato, è un inibitore orale di Pcsk9, da assumere una volta al giorno, la proteina che regola i livelli di colesterolo Ldl, e nei test clinici ha dimostrato di ridurre fino al 60% i valori di colesterolo nel sangue. I risultati arrivano dagli studi di fase 3 condotti da Msd (conosciuta come Merck&Co negli Stati Uniti e in Canada), su pazienti adulti affetti o a rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica e su soggetti con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Le evidenze presentate durante le Scientific Sessions 2025 della American Heart Association (Aha), in corso a New Orleans, delineano dunque un nuovo scenario terapeutico nella prevenzione cardiovascolare.
Un farmaco di nuova generazione
Secondo Msd, la molecola è stata progettata per offrire un’efficacia paragonabile agli anticorpi monoclonali, ma con la praticità di una somministrazione orale. “Enlicitide ha il potenziale per diventare il primo inibitore orale di Pcsk9 approvato per la riduzione del C-Ldl, con un profilo di sicurezza simile al placebo”, si legge nella nota diffusa dall’azienda. L’obiettivo è colmare un bisogno terapeutico ancora insoddisfatto nel trattamento dell’aterosclerosi, una delle principali cause della crescente epidemia cardiovascolare silente.
Gli esperti: “Risultati clinici di rilievo”
“Enlicitide ha mostrato riduzioni significative e clinicamente rilevanti del colesterolo Ldl, mantenendo un profilo di sicurezza comparabile al placebo – spiega Gaetano De Ferrari, sperimentatore principale dello studio Coralreef Lipids e direttore della Cardiologia dell’Università di Torino, ospedale Molinette – Il farmaco rappresenta un potenziale punto di svolta: il primo inibitore di Pcsk9 orale in grado di combinare efficacia e semplicità d’uso. Nonostante l’esistenza di statine e anticorpi iniettivi, molti pazienti non riescono ancora a raggiungere i livelli ottimali di Ldl per il proprio profilo di rischio”. Sulla stessa linea Alberico Luigi Catapano, presidente della SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi), che sottolinea come “Enlicitide introduca un approccio innovativo all’inibizione di Pcsk9, essendo il primo macropeptide orale capace di replicare la specificità degli anticorpi monoclonali in una semplice compressa. Il farmaco agisce bloccando l’interazione tra Pcsk9 e il recettore delle Ldl, aumentando così la capacità del fegato di rimuovere il colesterolo dal sangue“. “Il risultato — aggiunge Catapano — è una riduzione significativa e clinicamente rilevante dei livelli di Ldl, particolarmente importante per i pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote, una popolazione ad alto rischio di eventi cardiovascolari precoci e spesso non adeguatamente controllata dalle terapie attuali”.
Una possibile svolta nella prevenzione cardiovascolare
In Italia si registrano ogni anno oltre 230 mila eventi cardiovascolari, circa 600 al giorno. “Livelli elevati di colesterolo restano una causa diretta di infarti e ictus, ma la consapevolezza del rischio è ancora insufficiente”, afferma Pasquale Perrone Filardi, presidente della SIC (Società Italiana di Cardiologia). “Dobbiamo agire sulla prevenzione e intervenire precocemente. Enlicitide è stato progettato per ridurre il colesterolo Ldl nel sangue con l’efficacia tipica degli anticorpi anti-Pcsk9, ma in una compressa di facile utilizzo. Se confermato, potrà diventare un nuovo strumento per i medici, aiutando a colmare il bisogno terapeutico ancora insoddisfatto e migliorando gli esiti della malattia aterosclerotica per milioni di persone nel mondo”. Enlicitide, se approvato, potrebbe dunque rappresentare una nuova frontiera nella terapia ipolipemizzante: un farmaco capace di combinare potenza, sicurezza e semplicità, aprendo la strada a una gestione più accessibile e personalizzata del colesterolo alto.