Scoperto, dopo due anni di indagini, un grande commercio illegale di uccelli di specie protetta. È terminata, questa mattina, la complessa attività investigativa coordinata dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. I militari della sezione operativa antibracconaggio e reati a danno degli animali del raggruppamento carabinieri Cites e del nucleo carabinieri Cites di Napoli, insieme ai militari del gruppo forestale di Napoli e Latina e del comando provinciale di Napoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale del comune nel Casertano con sette misure cautelari personali.
Nello specifico, gli indagati sono gravemente indiziati per il reato di associazione per delinquere, perché sono state commesse diverse attività illecite riguardo il commercio sul territorio nazionale di uccelli di specie protetta dalla convenzione di Berna, scaturito da diverse catture, anch’esse illegali. Le indagini, iniziate nel 2018, hanno permesso di svelare un vero e proprio mercato di avifauna: gli uccelli venivano catturati nel sud Italia attraverso diversi sistemi e, successivamente, custoditi all’interno di depositi non a norma, lasciando gli animali in situazioni di disagio e sofferenza. Infine, venivano venduti nel mercato clandestino, sia a privati che a esercenti commerciali, alcuni dei quali del nord Italia. L’attività, non solo illegale, costituiva un vero e proprio pericolo per la natura, in quanto gli uccelli venivano allontanati dal loro habitat naturale, causando scompensi nell’equilibrio dell’ecosistema e un grave danno al patrimonio ambientale.


