Continua, senza sosta, la caccia ai “furbetti” del reddito di cittadinanza. Nell’Avellinese, una donna di 30 anni, originaria dell’Est Europa, è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Torella dei Lombardi per i reati di truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal privato in atti pubblici. Attraverso le indagini svolte grazie ai dati documentali e le informazioni acquisite dopo diversi controlli, oltre a quelli forniti dal Comune di residenza, si sono scoperte delle incongruenze nella dichiarazione della donna, riguardante il possesso dei requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza. La trentenne, infatti, proprio per ottenere tale beneficio, ha attestato di essere residente sul territorio italiano da almeno dieci anni, quando in realtà non è così: dal 2019 percepiva, senza diritto, circa 800 euro al mese. I risultati delle indagini sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Avellino e all’Inps, per interrompere l’erogazione del sussidio e recuperare, così, le somme indebitamente percepite, che corrispondono a circa 10mila euro di danno erariale.
Coloro che percepiscono indebitamente il reddito di cittadinanza, purtroppo, non sono pochi. A fine luglio gli agenti del commissariato di San Ferdinando, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, avevano notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di quaranta persone indagate poiché percepivano il reddito di cittadinanza e, nel frattempo, svolgevano il “lavoro” di parcheggiatore abusivo. Durante le indagini, avviate nel dicembre 2018 e concluse esattamente un anno dopo, si era scoperto che i colpevoli svolgevano stabilmente le attività illecite in zone piuttosto frequentate di Napoli, come in via Chiatamone, Riviera di Chiaia, largo Vasto a Chiaia, via Nisco, via Orsini, via Carducci, via Fornari e anche sul lungomare Caracciolo. Dopo le verifiche effettuate presso l’Inps, in cui si evinceva che gli uomini percepivano tale reddito, era stata attivata quindi la procedura per la revoca del beneficio e la restituzione delle somme indebitamente percepite.


