Col voto favorevole della quasi totalità dell’aula, il consiglio regionale della Campania ha approvato, nella seduta dello scorso 17 novembre, l’istituzione delle commissioni consiliari speciali: fra di esse non ci sarà quella sulla Terra dei fuochi. A proporre le nuove commissioni speciali sono stati i capigruppo dell’opposizione: Valeria Ciarambino (Movimento 5 Stelle), Annarita Patriarca (Forza Italia), Michele Schiano di Visconti (Fratelli d’Italia) e Gianpiero Zinzi (Lega). Dopo l’esperienza della passata legislatura, la nuova assemblea regionale non ha dunque confermato un organo che, secondo la consigliera del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà, l’unica ad astenersi, “aveva un ruolo fondamentale nel controllo di una problematica ambientale gravissima e ancora aperta”.
La pensa così anche Vincenzo Viglione, già consigliere regionale del M5S nei cinque anni precedenti e profondo conoscitore delle questioni ambientali del territorio compreso fra le province di Napoli e Caserta. “Ritengo un errore non aver riproposto e confermato la commissione speciale sulla Terra dei fuochi – esordisce subito Viglione – perché faccio fatica a pensare che tutte le proposte e le istanze provenienti dal territorio possano trovare riscontro nel lavoro della commissione Ambiente. Quest’ultima, come tutte le commissioni permanenti, sarà impegnata a dare impulso all’iniziativa legislativa, oltre a essere in mano alla maggioranza, quindi in qualche modo legata con la giunta regionale. Era fondamentale riconfermare la commissione Terra dei fuochi per rinnovare, quindi, quell’essenziale funzione di controllo, anche perché, in quanto commissione speciale, era presieduta da un componetene dell’opposizione. È vero che – ammette Viglione – l’operato della commissione Terra dei fuochi nella passata legislatura, per come è stata gestita, può essere criticabile, ma comunque ha fatto interventi di controllo che hanno messo il fiato sul collo alla giunta regionale”.


