Non ci sono più, da ieri, ammalati di Covid-19 nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cotugno di Napoli. Una notizia sicuramente positiva che, pur non costituendo un dato definitivo, trasmette speranza e contribuisce a far percepire più vicina l’uscita dall’emergenza sanitaria. Il nosocomio partenopeo, specializzato nel trattamento di persone affette da malattie infettive, è diventato in questi mesi il punto di riferimento di tutta la Campania nella lotta contro il Coronavirus, accogliendo per primo i malati più gravi che necessitavano di un trattamento in terapia intensiva. Da ieri, per la prima volta dall’inizio di marzo, il reparto di rianimazione riservato ai pazienti Covid-19 è completamente vuoto e nei duecento posti letto delle corsie si contano circa venti pazienti positivi al virus ancora ricoverati, tutti in buone condizioni.
Non molti giorni fa è partita, all’ospedale Cotugno, la sperimentazione della terapia con il plasma iperimmune, con l’invito agli ex ammalati di Coronavirus, che presentano un alto livello di anticorpi, a donare il plasma per la cura della malattia. A dare il via alla donazione sono stati proprio due medici che hanno vinto la lotta contro il virus: Stefano Lepore, ortopedico del Cardarelli, ricoverato al Cotugno per 43 giorni, e Antonio Corcione, primario del reparto anestesia del Monaldi. Le richieste di donazione sono tantissime, fanno sapere dal Cotugno, e coinvolgono sia persone che hanno superato la malattia in ospedale sia altre curate e guarite a casa. Ma non a tutti sarà concesso di donare. Solo chi non ha patologie e un livello di anticorpi ritenuto adeguato potrà sottoporsi al prelievo e offrire il suo plasma a chi è ancora malato di Covid. Coinvolto nella sperimentazione anche il centro trasfusionale dell’ospedale Monaldi, in perfetta coerenza col cammino parallelo e la collaborazione tra i due nosocomi di Napoli, fondamentale per il raggiungimento di risultati importanti nella lotta al Coronavirus. Il trattamento delle di polmoniti da Covid-19 col plasma degli ex ammalati ha avuto esiti positivi nelle altre realtà ospedaliere che lo hanno utilizzato, sia in Italia sia all’estero. Ed è certamente un’altra risorsa in più per coloro che ogni giorno sono alle prese con le cure grazie alle quali abbattere il virus.

