Pandemia non è solo sinonimo di emergenza sanitaria, ma anche di crisi economica e sociale. I periodi di recessione sono linfa vitale per la criminalità, che trae forza dalla disperazione delle persone. È un concetto che Il Crivello ha evidenziato a più riprese nei mesi scorsi, con il focus su criminalità e Covid-19, grazie al contributo di magistrati, operatori economici, rappresentanti delle forze dell’ordine, preti di frontiera ed esponenti del terzo settore. Una considerazione che non bisogna mai dimenticare, perché c’è da tenere sempre alta l’attenzione sui fenomeni di racket e usura: sono i mezzi attraverso cui la criminalità fa sentire il fiato sul collo non solo a commercianti e imprenditori, ma anche alle persone che hanno perso il lavoro.
L’usura, insieme all’accaparramento di finanziamenti pubblici e all’investimento in settori economici in difficoltà, è avvertita dalle associazioni antiracket come l’arma più potente che, in questo momento, possiedono i sodalizi criminali presenti sul territorio. Per questa ragione, la Fondazione “Giuseppe Moscati” di Napoli, capofila di 106 associazioni distribuite sull’interno territorio nazionale, domani presenterà alla stampa una lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i dati relativi all’aumento del fenomeno dell’usura nel periodo della crisi economica determinata dal Covid-19. “C’è un netto peggioramento – ha affermato all’agenzia di stampa Ansa Sergio Rastrelli, presidente del comitato d’onore della Fondazione – nelle richieste di aiuto dei cittadini che finiscono per essere vittime di usura. La criminalità organizzata oggi intercetta rapidamente i bisogni e agisce in maniera rapida immettendo in circuito anche ingenti quantità di denaro. Per le famiglie che si indebitano diventa impossibile disobbligarsi dai prestiti usurari”.


