Ogni giorno le notizie sulla ricerca del vaccino anti-Covid si rincorrono, in un’alternanza di speranze e delusioni che rischia di creare confusione tra chi legge e si informa. Cerchiamo di far il punto della situazione su un argomento in cui, più di chiunque altro, bisogna procedere con prudenza, evitando facili esaltazioni o inutili allarmismi. Partiamo da un antidoto al Covid-19 su cui l’Italia e l’Europa hanno investito. Lo scorso 9 settembre sono stati sospesi i test sui volontari del vaccino dell’Astra-Zeneca, realizzato in collaborazione con l’Università di Oxford e l’azienda italiana Irbm di Pomezia. La notizia aveva creato un certo scalpore, in quanto la sperimentazione stava dando esiti incoraggianti, ma improvvisamente su un volontario sono stati riscontati effetti collaterali importanti, che hanno costretto i ricercatori a stoppare le prove sull’uomo. La notizia positiva di oggi è che l’azienda farmaceutica ha ripreso i test. Sembra che l’infiammazione dei nervi spinali rilevata sul volontario non sia riconducibile al vaccino iniettato. La ricerca di Astra-Zeneca, Università di Oxford e Irbm è seguita con particolare interesse dal Governo italiano che, attraverso il ministero della Salute e insieme a Germania, Francia e Olanda, ha sottoscritto un contratto per l’arrivo di 400 milioni di dosi da destinare alla popolazione europea. I primi lotti in Italia dovrebbero (il condizionale a questo punto è d’obbligo) giungere a novembre. Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, nel giorno in cui la sperimentazione del vaccino è stata interrotta, ha assicurato attraverso una nota ufficiale che “l’Italia continuerà a investire in prima linea nella ricerca per il vaccino anti-Covid al fine di garantire al più presto soluzioni efficaci nella massima sicurezza. La sospensione precauzionale della sperimentazione da parte di AstraZeneca – ha proseguito Speranza – dimostra la serietà dei rigidi protocolli di verifica. Nessun vaccino sarà mai autorizzato senza la piena garanzia per la salute delle persone. Dentro questo quadro, con la Commissione europea, stiamo investendo sui principali candidati vaccini in sperimentazione con i massimi standard di sicurezza ed efficacia”.

Intanto, Cuba si aggiunge alle nazioni che stanno “inseguendo” la cura per debellare il Coronavirus. Il Soberana 01 dal 24 agosto è stato testato su un gruppo di 20 volontari. I responsabili dell’Istituto Finlay hanno presentato all’Organizzazione mondiale della sanità i progressi del vaccino cubano. Lo riferisce l’agenzia di stampa Prensa Latina. In un incontro virtuale realizzato nella sede dell’Oms a L’Avana, esperti e ricercatori hanno discusso sui test clinici della fase 1 e 2. Il vaccino è stato applicato ai primi 20 volontari di età compresa fra i 19 e i 59 anni. A questi si è aggiunto, da pochi giorni, un secondo gruppo di uguale numero che ha fra i 60 e gli 80 anni. In base ai rapporti diffusi, i membri del primo gruppo vaccinati a partire dal 24 agosto, assicura Prensa Latina, si trovano tutti in buone condizioni di salute. Il vaccino in sperimentazione, uno dei 30 che ha ricevuto l’autorizzazione dall’Oms per test su esseri umani, verrà iniettato a un campione complessivo di 676 volontari. Secondo le previsioni, la ricerca dovrà concludersi nel gennaio 2021, mentre il vaccino potrebbe essere a disposizione della popolazione già a febbraio.

