Parafrasando Rosso relativo, la famosa canzone di Tiziano Ferro, nasce a Succivo il progetto Rosso interattivo, promosso dall’associazione Casa della Vita. Il sodalizio, che ha sede nell’antico casale di Teverolaccio, si sforza da circa un trentennio di offrire uno spazio di socializzazione a persone con problemi motori e psichici. Casa della Vita si propone, attraverso l’attuazione di centri di aggregazione, di agevolare la socializzazione, l’integrazione e l’inclusione sociale di queste persone facendo emergere quanto più possibile le loro abilità residue. L’associazione è nata per dare visibilità al problema esistenziale di ragazzi diversamente abili, con un’attenzione particolare per l’aspetto sociale e per le patologie medio lievi, che hanno meno voce e perciò più indifese e talvolta nemmeno riconosciute dalle istituzioni.
Oggi la missione di Casa della Vita si amplia nella necessità continua di nuovi indicatori e fonti educative per bambini, giovani e anziani del territorio, nel pieno rispetto dell’autostima dell’individuo e dei suoi bisogni di socializzazione. “L’integrazione degli uni e degli altri – spiegano i volontari – è il motore della nostra associazione. Spesso isolati dalla loro condizione di disabilità, le persone diversamente abili e non fanno eccezione i nostri ragazzi, sono diventati ancora più soli durante questa pandemia”.


