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Home Cronaca

Covid: ipotesi riduzione quarantena per chi ha fatto la terza dose

Al ministero della Salute, dove tradizionalmente prevale la cautela, si punta per ora a ridurre a 5 giorni (oggi sono 7) la quarantena dei contatti stretti dei positivi se vaccinati. Ma c’è chi spinge per ridurla ulteriormente o addirittura abolirla per chi ha fatto terza dose

Alfonso Santoro di Alfonso Santoro
28 Dicembre 2021
in Cronaca, Italia

Per la quarantena novità in vista. Sono migliaia gli italiani che hanno trascorso (e stanno trascorrendo) le feste di Natale in isolamento dopo essere entrati in contatto con un positivo. Le regole attuali prevedono una durata che va dai 7 ai 10 giorni anche per quei soggetti che hanno ricevuto la terza dose: l’ipotesi in campo è quella di ridurla per chi ha fatto la terza dose.

Dopo le parole del generale Figliuolo nella mattinata di ieri, il quale ha ammesso che le regole sulla quarantena covid sono oggetto di una riflessione, il governo ha convocato sul tema il Comitato tecnico scientifico (Cts) per domani, mercoledì 29 dicembre. La decisione arriverà dopo aver analizzato ulteriori dati sull’Omicron e non è escluso che si possa modificare anche la regola per chi ha fatto due dosi. Si stima che attualmente ci siano circa 2,5 milioni di persone bloccate in casa per il virus.

Gli Usa hanno già ridotto l’isolamento da 10 a 5 giorni per i positivi al covid asintomatici che dovranno osservare l’obbligo di mascherina per altri 5 giorni. Ridotto a 5 giorni anche il periodo di quarantena per soggetti vaccinati che siano entrati in contatto con un positivo. Si profila invece l’assenza di quarantena per chi, dopo aver ricevuto la dose booster, sia entrato in contatto con un soggetto positivo al covid.

Sulla necessità di cambiare le regole della quarantena si sono espressi a favore diversi esperti. “È chiaro che in questa fase e con questa diffusività di Omicron dobbiamo considerare delle variazioni sulle modalità con cui interveniamo, altrimenti si va comunque verso un lockdown generalizzato vedendo quante persone oggi vaccinate, ma con figli giovani, sono costrette a casa in quarantena per contatti con positivi. Le indicazioni precedenti andavano bene con una contagiosità diversa, ora dobbiamo pensare a modalità differenti“, sottolinea all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano.

“Il rischio è di vedere tra 20 giorni l’Italia bloccata per le quarantene e gli isolamenti“, dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale Policlinico San Martino di Genova. “Le mie proposte – precisa – sono da infettivologo e guardano a quello che accadrà tra qualche settimana. Se decidiamo di mettere in quarantena come stiamo facendo tutti i contatti dei positivi, considerando una media tra i 5 e i 10 contatti per ogni positivo (tra parenti e contatti sul posto di lavoro), il rischio è di avere un milione di persone al giorno tra positivi e chi deve andare in isolamento perché in contatto – calcola Bassetti – In pochi giorni arriveremo a 10 milioni di persone in quarantena, possiamo permettercelo? Io direi di no. Serve mettere in isolamento così tante persone per dei positivi che nel caso dei vaccinati hanno al massimo un’influenza? Dobbiamo iniziare a cambiare il nostro modo di affrontare il Covid sulla base del fatto che per i vaccinati la malattia è diversa ed è attenuata“.

Tags: primopianoQuarantena Covid
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