“Militarizziamo l’Italia e chiudiamo tutto”. Con un video di 45 minuti, il presidente della Regione Vincenzo De Luca fa il punto della situazione sul Covid-19 in Campania, ma soprattutto disapprova la condotta del Governo sulla gestione dell’emergenza e rimprovera duramente quel “20% di persone incivili e irresponsabili” che non rispetta le regole. De Luca parte dai numeri. Dopo aver letto quelli riguardanti la situazione attuale, il governatore si sposta sulle previsioni degli esperti. “Entro il 29 marzo arriveremo a 1.500 contagi, intorno ai primi giorni di aprile saranno 3.000 le persone positive, 140 delle quali in condizione da richiedere il ricovero in terapia intensiva”.
Dopo aver chiarito che la situazione, allo stato attuale, è sotto controllo, De Luca lancia l’affondo contro il Governo. “Io la penso diversamente dal Governo nazionale. Le mezze misure non risolvono il problema e finiscono per aggravare le condizioni di vita dei cittadini. La politica delle mezze misure determina che i cittadini corretti, l’80% in Campania, vivono una condizione di vita pesante, ma questo loro sacrificio rischia di essere vanificato dalla irresponsabilità di un 20% di persone incivili. Rischiamo di andare avanti così per mesi. Ritengo, quindi, che sia arrivato il momento di chiudere tutto e militarizzare l’Italia”.
De Luca spiega cosa intende per militarizzare. “Se abbiamo deciso che l’obiettivo vitale è contenere il contagio per evitare di contare a migliaia i nostri morti, tutti i corpi dello Stato devono essere funzionali a questo obiettivo. In Campania sono arrivati, dopo mia richiesta al Governo, 100 unità dell’esercito. Apprezzo, ma non servirà a molto. Al Governo nazionale non è chiaro cosa succederà se perdiamo il controllo dell’area più densamente abitata d’Europa, cioè l’area metropolitana di Napoli. In questo caso i morti saranno migliaia”.
Il presidente della Regione ha poi elencato le cause dell’aumento dei contagi in Campania, con una sferzata netta nei confronti di coloro che non seguono le restrizioni imposte dalle ordinanze. “La prima causa è rappresentata dai rientri incontrollati dal Nord Italia. La seconda è il picco di contagio nel personale sanitario. Terzo elemento – e qui parte il rimprovero senza mezzi termini – è l’inciviltà, l’irresponsabilità, la bestialità dei comportamenti di chi non ha inteso rispettare le norme che impongono il domicilio e il movimento immotivato nelle città. Da questo punto di vista la Campania è il picco dell’inciviltà – afferma De Luca mostrando un grafico del quotidiano La Stampa – ci sono il 20% di persone che non hanno rispettato le regole”.
De Luca ha annunciato, inoltre, l’emissione di due ordinanze. “La prima è per la chiusura di tutti i cantieri, salvo quelli legati alle funzioni pubbliche essenziali e alle attività sanitarie. La seconda riguarda l’interruzione delle attività di 550 comuni della Campania, salvo i servizi essenziali”. Infine, un ritorno su coloro che non rispettano le regole. “Gli incivili sono una bomba che può esplodere in pochi giorni, per queste persone sollecito misure pesantemente repressive”, ha concluso il governatore.