Hanno scassinato la serranda e sono entrati all’interno, ma non trovando ciò che li interessava hanno gettato tutto per aria: libri, mobili e quadri. Devastata la libreria “Dante & Descartes” di Napoli, patrimonio culturale della città partenopea. Tanti i messaggi di solidarietà sono giunti al libraio che anima questo luogo storico frequentato da scrittori e intellettuali, anche dalle istituzioni locali.
“Voglio esprimere la mia solidarietà a Raimondo Di Maio, titolare della libreria ‘Dante & Descartes’, che ignoti hanno prima tentato di svaligiare e poi devastato a via Mezzocannone, nel cuore della città universitaria di Napoli. Un episodio grave sul quale auspico si faccia luce al più presto. Sembra infatti che gli autori della tentata rapina siano stati immortalati dalle telecamere e confido nella capacità delle forze dell’ordine di riuscire a identificarli”. Questo il commento del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli sul grave episodio accaduto a pochi passi dalla sede dell’ateneo federiciano.
“Solo grazie alla profonda ignoranza degli autori – ha proseguito l’esponente politico – sono rimasti in salvo i volumi della preziosa Biblioteca Lillipuziana e i 160 Cuentos de Calleja, vero tesoro della libreria. Si resta sconcertati dal progressivo imbarbarimento e dall’incremento dei reati predatori in città ai danni di esercizi commerciali e persone. Molti dei quali non vengono nemmeno più denunciati. Serve maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine proprio in questo momento di difficoltà economica, che spinge troppi delinquenti a uscire dalla tana per procurare danni al prossimo”.
Il titolare di “Dante & Descartes” è animato da una passione: vendere libri. Antichi, rari, esauriti, nuovi, universitari. “In questo tempo di consumismo e di menzogne – scrive sulla pagina Facebook della libreria – di supermercati impersonali e virtuali anche per i libri, le librerie vanno perdendo la propria identità. Dal fondo della città, noi continuiamo la tradizione, inattuale ma opportuna, degli antichi librai. Mediatori e distributori del piacere della conoscenza”.