Sono passati già dieci anni da quel tragico 29 giugno del 2010, giorno in cui perse la vita Pietro Taricone, l’attore italiano, definito il “guerriero” per la sua verve e la sua forza, è deceduto all’età di 35 anni a causa delle gravi ferite riportate in seguito a un lancio col paracadute. Nato a Frosinone il 4 febbraio del 1975 da una famiglia originaria di Trasacco, nella provincia dell’Aquila, Taricone si trasferì giovanissimo a Caserta, dove frequentò il liceo scientifico. La notorietà sopraggiunse nel 2000, quando prese parte alla prima edizione del reality show Il Grande Fratello: a seguito di questa prima esperienza televisiva, l’attore prese parte a una puntata del Maurizio Costanzo Show e firmò un contratto biennale con la casa di produzione Titanus. Da quel momento, iniziò a prendere parte a numerose serie televisive italiane trasmesse sia dalla Rai sia da Mediaset, tra le quali si annoverano Distretto di Polizia 3, Codice Rosso e La nuova squadra. Nell’ambito cinematografico, è noto per aver preso parte a Il segreto del successo di Massimo Martelli, Ricordati di me di Gabriele Muccino, Radio West di Alessandro Valori e Maradona – la mano de Dios, firmato da Marco Risi.
La tragica e inaspettata fine della sua carriera giunse nella notte del 29 giugno 2010: la mattina precedente Taricone si era lanciato col paracadute, disciplina di cui era grande appassionato, dall’aviosuperficie Alvaro Leonardi sita a Terni, in Umbria. Alla base dell’incidente ci fu probabilmente un errore di calcolo nell’apertura del proprio paracadute, cosa che fece precipitare rovinosamente l’attore al suolo, riducendolo in condizioni disperate. A niente valsero gli immani sforzi dell’ospedale Santa Maria, dove fu sottoposto a un intervento durato ben nove ore: a causa delle fratture multiple e di una vasta emorragia interna, Taricone, che conviveva con l’attrice Kasia Smutniak – da cui ha avuto la figlia Sophie – si spense intorno alle 2,30 di notte. Poco tempo prima del tragico evento, era assurto agli onori delle cronache anche per la pubblica difesa dello scrittore e compagno di liceo Roberto Saviano, dopo che questi era stato aspramente criticato da Silvio Berlusconi per il libro Gomorra.
