Sono state tante le persone famose a dover fare i conti con l’infezione da Covid-19, in particolare attori, sportivi e artisti. L’ultimo in ordine di tempo ad ammalarsi è stato il numero uno al mondo della classifica Atp di tennis, Novak Djokovic. Il serbo è risultato positivo dopo aver partecipato all’Adria Tour – torneo organizzato dallo stesso Djokovic e da suo fratello – in cui le misure restrittive si sono rivelate troppo blande o addirittura assenti. Il torneo, infatti, è stato disputato a porte aperte ed è stata organizzata anche una serata in discoteca per i festeggiamenti, in barba a tutti i precetti di distanziamento sociale e alle misure per prevenire il contagio nei luoghi chiusi. Appena rientrato da Zara, città croata della costa della Dalmazia, Nole si è sottoposto al test nella sua Belgrado. La positività al virus di Djokovic non solo ha bloccato l’Adria Tour, giunto alla sua seconda tappa, ma rischia di complicare in modo significativo il ritorno alla normalità per il mondo del tennis. Con la notizia, tra l’altro, del calendario Atp pubblicato, che segna la ripresa dei tornei da metà agosto, le implicazioni del discutibile comportamento – tra gli altri – del campione serbo potrebbero essere importanti.
Non è solo Novak Djokovic, tuttavia, a essere risultato positivo al test. Anche la moglie Jelena e i colleghi della racchetta Grigor Dimitrov, Borna Ćorić e Victor Troicki hanno contratto il Covid-19. Proprio il primo, il tennista bulgaro, si è ritirato dal torneo in preda a una stanchezza alquanto sospetta, per poi tornare a Montecarlo in vista del tampone. Non prima, però, di passare attraverso tutta una serie di attività come selfie con i tifosi, eventi aperti al pubblico e una serata in discoteca. Comportamenti che fanno male all’immagine sociale del tennis e dei suoi campioni, improvvisamente privi di senso di responsabilità e cognizione di causa con la pandemia ancora in corso. Da alcuni illustri colleghi, infatti, sono arrivate parole di sconforto e forte delusione: lo scozzese Andy Murray ha definito l’episodio una lezione per tutti e auspica misure di sicurezza e comportamenti corretti da parte degli atleti per evitare che si ripeta ciò che è successo all’Adria Tour. Il rischio di aver creato un nuovo focolaio tra la Croazia e la Serbia c’è eccome, così che anche il tennis è finito nella bufera dopo le polemiche subite dal mondo del calcio.

