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Home Spettacoli Cinema

Dopo Giffoni, “Rosa pietra stella” arriva nei cinema italiani

Interpretato da Ivana Lotito, Ludovica Nasti e Fabrizio Rongione, il lavoro del regista vesuviano Marcello Sannino esce in sala giovedì 27, dopo una seconda anteprima il 26 al Pesaro Film Festival

Diego Del Pozzo di Diego Del Pozzo
24 Agosto 2020
in Cinema, Spettacoli
Ivana Lotito, protagonista del film di Marcello Sannino

Ivana Lotito, protagonista del film di Marcello Sannino

Dopo aver conquistato la platea del Giffoni Film Festival, dove nei giorni scorsi è stato proiettato come unico film italiano in concorso nella sezione Generator +18, l’esordio nel lungometraggio di finzione del documentarista vesuviano Marcello Sannino, cioè l’ottimo Rosa pietra stella, arriva nei cinema italiani, dove uscirà giovedì distribuito da Pfa Films. Il giorno prima per il regista e il suo cast ci sarà la platea del Pesaro Film Festival, che ospiterà una proiezione speciale dell’opera interpretata da Ivana Lotito, Ludovica Nasti e dall’italo-belga Fabrizio Rongione. In occasione dell’uscita al cinema di giovedì, quella stessa sera alle 21 Sannino saluterà il pubblico al cinema Modernissimo di Napoli (i biglietti possono essere già acquistati, in prevendita su https://modernissimo.stellafilm.stellafilm.it/film/4854). Venerdì 28, ancora alle 21, sarà poi presente assieme agli attori a un evento speciale organizzato presso l’arena cinematografica della ex base Nato di Bagnoli (biglietti disponibili su https://bagnoli.stellafilm.stellafilm.it/film/4854). Il minitour di Rosa pietra stella, quindi, continuerà sabato 29 alle 20.30 a Caserta, con la proiezione all’aperto in piazza Vanvitelli nell’ambito della rassegna Vanvitelli sotto le stelle. E, ancora, il regista sarà ospite il 3 settembre al Duel Village di Caserta, il 4 all’arena del rione Terra a Pozzuoli (alle 21) e il 7 settembre all’arena estiva del Fresko Film a Portici, location principale del film e città d’origine dello stesso Sannino.

Ivana Lotito e Ludovica Nasti in Rosa pietra stella

Tutto girato tra Napoli e Portici, prodotto da Antonella Di Nocera, Gaetano Di Vaio e Pier Francesco Aiello per Parallelo 41, Bronx e Pfa, con Rai Cinema e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, Rosa pietra stella – scritto dal regista assieme a Guido Lombardi e Giorgio Caruso, da un soggetto dei tre e di Massimiliano Virgilio – abbina sguardo poetico e impegno civile e ha il suo principale punto di forza nel notevole gruppo di attori che lo interpretano. Oltre ai protagonisti Lotito (la Azzurra di Gomorra – La serie), Nasti (Lila bambina in L’amica geniale) e Rongione (l’attore-feticcio dei fratelli Dardenne), anche veterani come Imma Piro, Francesca Bergamo, Valentina Curatoli, Niamh Mccan e Gigi Savoia. Ma è di livello anche il comparto tecnico, con Alessandro Abate alla fotografia, Giogiò Franchini al montaggio, Antonio Farina alle scenografie, Rossella Aprea ai costumi, Daniele Maraniello al suono e Riccardo Veno, autore dell’evocativa colonna sonora originale. A Giffoni, Sannino ha dialogato con i giovani giurati del festival. “Ho puntato su un finale aperto classico, attraverso una sequenza di campo e controcampo, con lo spettatore che ha un ruolo attivo – ha spiegato il regista – per far emergere stati d’animo differenti, sorrisi, disperazione, anche se alla fine prendono il sopravvento il vuoto e la sospensione. La bambina impersonata da Ludovica non guarda verso la madre, ma guarda proprio noi adulti, che abbiamo creato questo mondo. Ci osserva e, in un certo senso, ci rimprovera“.

Ispirato fin dal titolo al classico brano di Sergio Bruni Carmela, il film si regge per buona parte sulle spalle di una Ivana Lotito davvero molto brava, nel ruolo – appunto – di Carmela, una giovane donna bella e indomita, che cerca di tirare avanti tra mille lavori e piccoli espedienti per non perdere la custodia della figlioletta Maria (la Nasti). Nelle loro vite entra Tarek (Rongione), un algerino residente da vent’anni a Napoli, dove gestisce una piccola pizzeria. L’uomo prova attrazione verso Carmela, ma anche una sconfinata tenerezza per questa donna forte ma disperata, costretta a ingegnarsi senza troppi scrupoli persino sulle spalle dei migranti, vittime come lei dell’attuale contesto sociale di decadenza e ingiustizie sempre più marcate. Sannino dirige i suoi interpreti con mano sicura e li cala in un contesto ambientale di assoluto realismo ma capace, al tempo stesso, di farsi luogo dell’anima e di assumere tratti persino metafisici. Particolarmente apprezzabile, in tal senso, è la capacità del regista di tenere il suo racconto in delicato ma riuscito equilibrio tra film d’impegno civile – capace di narrare l’oggi dei migranti, delle nuove e vecchie povertà e della guerra tra i disperati per le briciole che lascia loro una società sempre più indifferente – e raffinato racconto di formazione tutto al femminile su tre generazioni di donne che, ciascuna a modo suo, cerca semplicemente un suo posto nel mondo.

Il cast artistico e tecnico di Rosa pietra stella al Giffoni Film Festival

Peraltro, Marcello Sannino riesce a dare al film un incedere musicale, sia giovandosi delle sonorità della colonna sonora di Riccardo Veno sia dando corpo e anima alle suggestioni di un classico immortale della tradizione canora partenopea (comunque, non presente nella soundtrack) come Carmela di Sergio Bruni e Salvatore Palomba, citata fin dal titolo Rosa pietra stella. “Il riferimento ideale alla canzone – ha spiegato Sannino in una precedente intervista al nostro giornale – è nato, però, in un secondo momento. Lo spunto di partenza, infatti, si rifà alla storia di una mia amica di gioventù ma, durante una lettura della sceneggiatura col co-produttore Gaetano Di Vaio, entrambi ci rendemmo conto di come la mia Carmela si rifacesse all’immaginario evocato nel brano di Palomba e Bruni, per esempio al famosissimo incipit ‘Stu’ vico niro nun fernesce maje / e pur ‘o sole passa, e se ne fuje / ma tu staje lla’ tu rosa, preta e stella / Carmela‘, ma anche a un altro verso come ‘Tu chiagne sulo si’ nisciuno vede / e strille sulo si’ nisciuno sente / ma nunn’è acqua ‘o sanghe dint’e vene / Carmela‘. D’altra parte, nel film ho inserito tanti riferimenti culturali tipicamente napoletani, ma attualizzandoli al contesto odierno multiculturale e disumanizzante“. Fondamentali, però, per un cinefilo com’è il regista porticese, sono anche i riferimenti filmici. “La mia Carmela, in effetti, oltre a ispirarsi a una persona reale, ha come riferimento – aggiunge il regista originario di Portici – le donne raccontate in film da me molto amati, come Rosetta dei fratelli Dardenne, Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli, Mouchette di Robert Bresson, Vivre sa vie di Jean-Luc Godard. Ma anche in Gloria di John Cassavetes, Senza tetto né legge di Agnes Varda e nell’adorato Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini. Tutte queste, proprio come la mia, sono donne sole, molte volte spaesate rispetto al contesto che le circonda e spesso costrette a prendere decisioni drastiche, a volte crudeli, spinte da una necessità assoluta. Insomma, si tratta di donne che lottano, che si complicano la vita, che portano dentro di sé un desiderio grande, un sogno ancora confuso ma presente, un sogno – conclude Sannino – in attesa di essere realizzato, forse in un’altra vita“.

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Tags: Giffoni Film Festival
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