La parola “fine” viene scritta dalla Corte di Cassazione. È diventata definitiva e irrevocabile la condanna all’ergastolo per Raffaele Caiazzo, il 47enne responsabile del duplice omicidio che nel giugno 2023 sconvolse la comunità di Sant’Antimo. Gli ermellini hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, blindando la sentenza già emessa dalla Corte di Assise di Appello di Napoli.

La ricostruzione dell’orrore
Il bagno di sangue risale all’8 giugno 2023, quando una folle ossessione si trasformò in tragedia. Caiazzo, convinto che tra i due giovani parenti vi fosse una relazione clandestina, aprì il fuoco con un’arma detenuta illegalmente. La prima vittima fu Luigi Cammisa, operaio di 29 anni, freddato in piazza Sant’Antonio mentre andava al lavoro. Poco dopo, la furia omicida raggiunse Maria Brigida Pesacane, 24 anni, uccisa tra le mura domestiche in via Caruso. Le vittime non erano estranee, ma parte integrante del nucleo familiare dell’assassino: Luigi era il genero e Maria Brigida la nuora. Dopo il massacro, l’uomo si costituì presso la caserma dei Carabinieri di Gricignano di Aversa.

